Vanna Iori

Contro il fenomeno “baby gang” occorre recuperare le regole educative: i genitori siano più presenti

Contro il fenomeno “baby gang” occorre recuperare le regole educative: i genitori siano più presenti


Violenze fisiche e umiliazioni verbali a danno di loro coetanei, ma anche atti di vandalismo come il lancio di sassi contro i treni e l’imbrattamento delle carrozze: l’universo che ha animato la baby gang di 15enni scoperta dai carabinieri di Vigevano, in provincia di Pavia, mette in luce un disagio emotivo spaventoso.

Questi ragazzi dovranno ora rispondere di reati gravissimi, che vanno dal concorso in violenza sessuale alla riduzione in schiavitù, dalla pornografia minorile alla violenza privata aggravata: al di là della natura dei reati, quello che colpisce è la strafottenza di adolescenti che esibivano le loro scelleratezze nelle chat dei telefonini.

Questa storia mette in luce l’urgenza di intervenire sul piano educativo e preventivo: un intervento che deve coinvolgere in modo prioritario le famiglie, troppo spesso assuefatte o indifferenti ai comportamenti violenti dei propri figli.

Come è stato possibile che quei ragazzi si rendessero protagonisti di gesti spietati e vandalici in modo indisturbato? Recuperare la dimensione del dialogo autentico tra genitori e figli, ma anche delle regole, è fondamentale nella famiglia e nei luoghi educativi.




Vanna Iori

Deputata del Partito Democratico | Componente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza | Componente e segretaria della II commissione Giustizia della Camera | Componente della VII commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

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