Vanna Iori

Sull’Huffington Post: “Dal biliardino a Facebook, che fine ha fatto l’oratorio?”

Sull’Huffington Post: “Dal biliardino a Facebook, che fine ha fatto l’oratorio?”
29/04/2016 | Categorie: Huffington Post, Media Press


Il mio nuovo articolo uscito oggi, venerdì 29 aprile 2016, sull’Huffington Post.

 

Chi di noi non ha avuto a che farci, direttamente o indirettamente, anche solo evocandolo con la mente, magari canticchiando “Azzurro” di Adriano Celentano? L’oratorio, sì, il simbolo e il cuore dell’educazione cattolica, cosa è diventato oggi? È cambiato, necessariamente, per le trasformazioni a cui è andata incontro la società, ma la sua funzione, oggi come allora, riveste un’importanza straordinaria. Centro di aggregazione e di educazione, occasione di socializzazione e di condivisione, ma anche di apprendimento.

Gli oratori non sono scomparsi. Lo attestano i numeri. L’oratorio non è in crisi. È cambiata la platea dei fruitori, con un incremento significativo di stranieri e immigrati, ma le sue porte sono spalancate ancora oggi per tanti giovanissimi nel nostro Paese. L’educazione spirituale e religiosa è quella dei valori cristiani, ma non è chiuso ai ragazzi di altre religioni.

L’ultimo dato censito parla di circa 6.500 oratori in Italia. Ospitano circa un milione e mezzo di bambini e adolescenti. Una scelta educativa che, negli anni della crisi, per molte famiglie è diventata anche un’opportunità dal punto di vista economico dato che in fondo l’oratorio, a parte una quota d’iscrizione sostenibile, è di fatto gratuito.

Riscoprire oggi il significato dell’oratorio è importante perché in quello spazio è racchiuso il senso dell’azione educativa che significa dare anima alle cose e alle persone, sottraendo la stessa azione al rischio di un impoverimento. Troppi ragazzi chiusi in casa connessi in rete tramite relazioni virtuali perdono la gioia di rincorrere un pallone, di rapportarsi agli altri. Cupi, annoiati, obesi. Soli. Prigionieri dell’indifferenza. Oppure scarrozzati da adulti tra la palestra, lo strumento musicale, la lingua straniera.

Nell’oratorio si esplica l’azione educativa, che è un’arte. Un’arte non naïf, che presuppone preparazione, ricerca, sperimentazione, valutazioni attente, capacità di ascolto. Tutte competenze che non si improvvisano, proprio come avviene in ogni arte. La conoscenza e l’uso di alcuni specifici strumenti di animazione educativa aiuta l’espressione di vissuti, idee, valori e ravviva le dinamiche educative e formative.

La centralità che l’animazione riveste per bambini e ragazzi trova nelle forme artistiche espressive un prezioso contributo per stimolare la crescita della persona, nella pluralità delle sue dimensioni esistenziali. La connotazione di queste attività ludiche o artistiche quali strumenti educativi si fonda sulla convinzione che, in ogni età e contesto, la conoscenza e l’uso di alcuni specifici strumenti di animazione educativa aiuti l’espressione di vissuti, idee, valori e significati capaci di ravvivare le dinamiche relazionali.

Dare anima all’educazione è particolarmente urgente in un momento storico complesso e difficile come il nostro. La crisi generale che attraversa l’attualità può essere stimolo e sfida per un rinnovamento che tocca tutti i piani dell’esistenza. Nei momenti di difficoltà occorre avere il coraggio di investire sull’educare, perché è da lì che si ricomincia. Ed è necessaria una forte determinazione affinché la volontà di progettare il futuro, pur nell’incertezza, non si risolva in un’educazione incerta. L’educazione degli oratori ha dunque ancora un grande valore perché si fonda su una tensione progettuale impregnata di senso che rende piena e bella la vita, vissuta con realismo, ma senza rassegnazione.

L’incontro in oratorio può rinnovare l’entusiasmo e offrire stimoli da cui ripartire per inventare e sperimentare pratiche educative gratificanti ed efficaci. Per tutti coloro che sono testimoni attuali di Don Bosco, accomunati dalla fatica ma anche dal piacere di educare. Dal gioco alla pittura, dalla scrittura al teatro, alla musica, all’arte, al cinema: i veicoli espressivi a cui può ricorrere l’educazione sono molteplici. L’oratorio oggi è cambiato, ma le opportunità che offre sono ancora tante e tutte da vivere e scoprire.




Vanna Iori

Deputata del Partito Democratico | Componente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza | Componente e segretaria della II commissione Giustizia della Camera | Componente della VII commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

Un commento

  1. aprile 29th, 2016 18:40

    Visto che riconosce la grande funzione educativa e sociale degli Oratori (sancita tra l’altro dalla legge del 2003) la invito ad approfondire la questione: molti educatori lavorano ormai (come me) a tempo pieno negli oratori. La nostra è passione, vocazione ma anche professione… Se legge qualche articolo su http://www.aquilaepriscilla.com o prova a contattarci lo vedrà in prima persona.
    Il nostro apporto è prezioso e fondamentale per tutto il territorio. Eppure le risorse economiche delle parrocchie non bastano mai. Come risolvere la questione?
    E per quanto riguarda la formazione di tali operatori, esiste un corso di perfezionamento in gestione, progettazione e coordinamento dell’oratorio presso l’Università di Perugia… Le indico il link perché credo le interessi parecchio: Oratorio.unipg.it
    È magari possibile aprire un’ulteriore riflessione sull’arte di educare in Oratorio?

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