Vanna Iori

E quando i migranti minori non accompagnati avranno 18 anni?

E quando i migranti minori non accompagnati avranno 18 anni?
18/09/2023 | Categorie: Huffington Post, Media Press, Minori


In queste ore il tema al centro del dibattito pubblico è la questione dei migranti per l’aumento degli arrivi nel nostro Paese e le grandi difficoltà del governo per gestire il fenomeno. Tutti ricordiamo le parole utilizzate in questi anni dalla premier quando era seduta sui banchi dell’opposizione e le promesse fatte in campagna elettorale. Una volta alla guida del Paese avrebbero fermato le partenze, bloccato gli arrivi con blocchi navali, chiuso i porti e rimpatriato tutti gli irregolari. Oggi la distanza tra gli annunci e la realtà si mostra abissale e certifica l’incapacità dell’esecutivo di affrontare questa crisi.

I problemi di oggi nascono qualche mese fa con l’approvazione del “decreto Cutro” che ha nuovamente smantellato il sistema di accoglienza e integrazione (Sai) com’era già avvenuto nel 2018 con il primo decreto sicurezza per gli Sprar. Hanno stabilito che i richiedenti asilo non siano più presi in carico da un sistema di accoglienza diffuso costruito intorno a progetti territoriali gestiti dai Comuni, ma segregati nei Cas (centri di accoglienza straordinari). È rimasta la possibilità di accoglienza nel sistema Sai solo per i richiedenti asilo che rientrano in situazioni di vulnerabilità specifiche, tuttavia, la norma è stata costruita in modo che i centri straordinari non possano garantire servizi adeguati per potere gestire situazioni vulnerabili.

Dallo smantellamento del Sai al dramma che i comuni stanno affrontando nelle ultime settimane, un’emergenza da poter cavalcare in una perenne chiave elettorale. Viene distrutta l’accoglienza diffusa dei richiedenti asilo che è l’unico modello che garantisce una reale possibilità di integrazione, il rispetto dei diritti fondamentali, coesione sociale e sicurezza. Si genera nuova insicurezza contro i più deboli: ora si vogliono ghettizzare i richiedenti asilo, impedendo di fatto un loro reale inserimento nel territorio e togliendo ogni possibilità di autonomia e realizzazione. Certamente una gestione efficace non è semplice e diverse sono le aree che richiedono aiuti umanitari.

Ma il problema più inquietante riguarda il futuro dei minori non accompagnati, i nuovi esclusi da lasciare all’abbandono, come non persone. Nelle ultime settimane molti comuni italiani hanno fatto sapere di essere in grande difficoltà con la loro assistenza; si tratta di giovanissimi arrivati in Italia da soli, senza famiglia, senza alcuna assistenza. I sindaci non riescono più a garantire la disponibilità di alloggi né l’avvio di percorsi di integrazione adeguati. I bandi sono andati deserti, soprattutto perché i rimborsi messi a disposizione dal ministero dell’Interno – pari a un massimo di 60 euro per persona al giorno – sono stati ridotti e sono insufficienti.

Aprire nuovi centri di accoglienza per minorenni infatti non è semplice né veloce, perché richiede la disponibilità di strutture adeguate e la presenza di educatori e altri professionisti capaci di lavorare con giovani che provengono da situazioni molto spesso drammatiche. Ma ancora più preoccupante si prefigura la situazione tra qualche anno. Senza alcun percorso di accompagnamento e inserimento lavorativo e abitativo, quando avranno compiuto 18 anni che cosa li aspetta? Rischiano di non avere altra scelta che accrescere la criminalità di strada, abbandonati e consegnati a una non vita, rendendo inoltre sempre più insicura la vita nelle città. Una prospettiva che richiede di attivarsi subito con umanità e lungimiranza.




Vanna Iori

Docente universitaria e Senatrice del Partito Democratico

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