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I diritti alla privacy dei bambini online: tutti i limiti da non superare secondo la legge

📅 30 Agosto 2026✍️ di Gianni Mecatti⏱️ 4 min di lettura

Risposta breve: i dati dei minori online possono essere trattati solo con **consenso verificabile dei genitori** (sotto i 14 anni in Italia), per finalità chiare e proporzionate, con **profilazione e pubblicità fortemente limitate** e tutele attivabili in qualsiasi momento.

Cosa prevede la legge in 10 secondi

  • Età: in Italia il consenso digitale autonomo scatta dai 14 anni.
  • Consenso genitori: obbligatorio sotto i 14 e deve essere verificabile.
  • Minimizzazione: si raccolgono solo i dati indispensabili.
  • Profilazione e pubblicità: niente targeting aggressivo ai minori; massima cautela sugli algoritmi.
  • Trasparenza: informative semplici, linguaggio chiaro, diritti sempre esercitabili.

In sintesi: il quadro europeo del Regolamento generale sulla protezione dei dati e le linee del Garante per la protezione dei dati personali impongono limiti stringenti: tutela prima del profitto, interesse del minore prima di tutto.

Età e consenso: soglie e responsabilità

L’età in Italia e in Europa

In UE il consenso digitale autonomo oscilla tra i 13 e i 16 anni. In Italia la soglia è 14 anni.

Sotto questa età, l’uso di servizi online richiede l’assenso del genitore o di chi esercita la responsabilità.

Come si verifica il consenso

  • Metodi proporzionati: e-mail di conferma, micro-bonifici, documenti, o sistemi terzi affidabili.
  • Tracciabilità: la piattaforma deve poter dimostrare il consenso.
  • Revoca facile: disiscrizione e cancellazione in pochi clic.

Chi risponde se qualcosa va storto

  • Piattaforme: titolari del trattamento; devono garantire sicurezza e conformità.
  • Scuole: quando scelgono strumenti digitali, diventano co-responsabili.
  • Genitori: custodiscono il consenso, ma non sostituiscono i doveri delle aziende.

Raccolta dati: cosa è lecito e cosa no

La regola cardine è la minimizzazione: niente raccolte massive, nessun profilo invasivo.

Dati Finalità lecite Base giuridica Limite
Identificativi (nome, e-mail) Creazione account, contatto scuola-famiglia Consenso/contratto con consenso genitore Solo quelli necessari; niente riuso per marketing
Dati tecnici (IP, cookie) Funzionamento servizio, sicurezza Interesse legittimo, obbligo sicurezza No tracciamento oltre il necessario; cookie profilanti con forti limiti
Dati scolastici Valutazione, didattica Compito d’interesse pubblico Vietata la diffusione non autorizzata
Dati sensibili (salute, origine, credo) Solo se indispensabili (es. inclusione) Consenso esplicito o obblighi specifici Trattamenti eccezionali e protetti

Profilazione, pubblicità e algoritmi

  • Pubblicità personalizzata: in Europa le piattaforme devono evitare il targeting su minori; priorità alla sicurezza rispetto alla monetizzazione.
  • Profilazione: non vietata in assoluto, ma strettamente limitata e mai se comporta rischi ingiustificati.
  • Dark patterns: interfacce che spingono a cedere dati sono pratiche scorrette.
  • Trasparenza algoritmica: spiegazioni semplici e comprensibili su come vengono raccomandati contenuti.

Scuola digitale e didattica

La scuola è un presidio educativo anche online. Alcuni paletti pratici:

  • Valutazione strumenti: scelta di piattaforme con dati in UE e clausole chiare.
  • Informative accessibili: versione per studenti e per famiglie.
  • Account dedicati: no profili social personali per attività didattiche.
  • DPO e registro trattamenti: tracciabilità interna delle scelte.
  • Tutela dei più fragili: attenzione extra a minori in protezione o con BES/DSA.

Social, gaming e smart toys

  • Età minima reale: le piattaforme devono verificare l’età, non fingere di non vedere.
  • Chat e geolocalizzazione: disattivate di default per minori.
  • Acquisti in-app: blocchi e limiti di spesa preimpostati.
  • IoT in cameretta: microfoni e videocamere solo se indispensabili e con controlli locali.

Diritti azionabili subito

  • Accesso: sapere quali dati ha il servizio e perché.
  • Rettifica: correggere informazioni errate.
  • Cancellazione: diritto all’oblio, soprattutto per contenuti che espongono il minore.
  • Limitazione e opposizione: fermare trattamenti non necessari.
  • Portabilità: ricevere i dati in formato leggibile.
  • Reclamo: rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali.

Segnali d’allarme da non ignorare

  • Informative indecifrabili o mancanti.
  • Raccolta eccessiva rispetto al servizio.
  • Pubblicità invasiva rivolta ai più piccoli.
  • Impossibilità di cancellare l’account in autonomia.
  • Spinte psicologiche a condividere più dati (“sblocca premi”).

Cosa fare oggi in famiglia

  1. Creare account familiari con controlli parentali attivi.
  2. Rivedere le impostazioni privacy e disattivare profilazione.
  3. Usare e-mail “alias” per limitare tracciamenti.
  4. Richiedere l’informativa scolastica e fare domande sul trattamento.
  5. Documentare per iscritto consensi e revoche.
  6. Insegnare a dire no: simulare insieme la lettura di un banner cookie.
  7. Segnalare subito violazioni evidenti al Garante.

In sintesi (voce di campo): dopo vent’anni con ragazzi in contesti fragili, la lezione è chiara: meno dati circolano, meno rischi corrono. Pretendiamo trasparenza, controllo e proporzionalità. È un diritto, non una cortesia.

Nota: queste indicazioni sono informative e non sostituiscono la consulenza legale.

Gianni Mecatti

Gianni Mecatti ha trascorso oltre vent’anni come responsabile in una comunità educativa per minori a rischio nella periferia di Milano. Si è occupato di inclusione scolastica e laboratori di educazione ai diritti per ragazzi provenienti da contesti fragili, maturando una visione pratica delle principali problematiche dell’infanzia.