Vanna Iori

La banalità del male, è ora di dire basta all’odio

La banalità del male, è ora di dire basta all’odio
08/11/2019 | Categorie: Huffington Post, Media Press


Liliana Segre ha quasi 90 anni ed è sopravvissuta ad Auschwitz dove la sua famiglia è stata sterminata. E d’ora in poi dovrà essere sempre accompagnata da una scorta. È una donna in pericolo a causa delle centinaia di minacce che riceve senza sosta.

La difesa delle istituzioni come bene comune, la lotta contro il razzismo, l’antisemitismo, l’intolleranza, la misoginia e la violenza sono messi in rete da parte di chi, con la motivazione di una presunta libertà di opinione, pretende di poter dire ogni cosa. E, purtroppo, una certa politica tollera che vengano veicolati messaggi pericolosissimi che mettono in discussione le basi della nostra democrazia.

Cosa sta accadendo nel mondo e nel nostro Paese? Come possiamo tollerare che il web o le curve di molti stadi italiani siano invasi da gruppi di neonazisti, da odiatori seriali che si scagliano contro “le zecche ebree”?

In questa fase definita di antisemitismo 2.0, proliferano, come un virus letale, antisionisti, razzisti, complottisti, negazionisti. Un miscuglio di odio e rigurgiti che si indirizza come una marea putrida contro giornalisti, politici, personaggi della cultura o semplici cittadini. I gruppi dell’ultradestra stanno ritrovando forza perché si sentono legittimati e protetti e, per questo, tornano negli stadi, nelle piazze, nelle scuole superiori, organizzano concerti in memoria di Hitler.

Per questa gente Balotelli “il negro” non sarà mai italiano. Si giunge a negare i fondi per la visita ad Auschwitz perché è “di parte”. Anzi, si celebrano i caduti della Rsi. Si rifiuta la cittadinanza onoraria alla senatrice Segre. A Verona si presenta una mozione contro Balotelli per aver leso il buon nome della città e persino nell’Aula del Senato una parte di parlamentari rimane a braccia conserte quando si tratta di applaudire e celebrare la storia e la memoria incarnata da una sopravvissuta alla Shoah.

Quei senatori rimasti seduti di fronte ad Auschwitz che messaggio hanno dato? Che l’antifascismo e il rifiuto dell’antisemitismo su cui abbiamo costruito le democrazie europee non hanno più valore? Che sono passati di moda? Che oggi è più importante allearsi con le forze dell’ultradestra antidemocratica?

Ma ancora più incredibile è l’assenza di una forte indignazione nei confronti di questi fenomeni terrificanti che stanno dilagando in Italia, ma non solo. Infatti, se da una parte certi gruppi sono sempre esistiti, dall’altra non si erano mai sentiti autorizzati a invadere il dibattito pubblico. La politica che dovrebbe farsi sentire con una voce sola fa l’esatto contrario: tace e si divide. Gli odiatori sguazzano nel mare del loro livore senza che nessuno ponga un freno o dica una parola chiara, non fraintendibile.

Tutto questo quando bisognerebbe gridare forte che una delle più gravi pagine di orrori della storia è stato l’Olocausto. Liliana Segre, qualche settimana fa, ha pronunciato nell’Aula del Senato un discorso molto forte, ricordando di conoscere molto bene la facilità con cui si passa dalle parole ai fatti. Oggi, quel passaggio sembra approssimarsi. Oggi, le nostre democrazie costruite sulla difesa della libertà e dei diritti di tutti i cittadini sono messe in discussione.

Eccola qui “la banalità del male” di Hannah Arendt. Chi non si schiererà con fermezza dalla parte della giustizia, della democrazia, della civiltà e della libertà, dovrà assumersi questa responsabilità storica.

Il mio articolo per Huffington Post




Vanna Iori

Docente universitaria e Senatrice del Partito Democratico

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