Vanna Iori

L’arma della lettura contro rabbia e neo-analfabetismo

L’arma della lettura contro rabbia e neo-analfabetismo
18/07/2019 | Categorie: Educazione, Huffington Post, Media Press


“Che cosa straordinaria possono essere i libri. Ti fanno vedere posti in cui agli uomini succedono cose meravigliose. Allora la testa ti parte per un altro verso, gli occhi scoprono prospettive fino a quel momento inedite. E cominci a farti parecchie domande”.

Queste sono parole pronunciate da Andrea Camilleri, il grande scrittore e maestro, recentemente scomparso dopo una vita spesa a raccontare storie e spiegare nel modo più semplice possibile l’importanza della libertà, della dignità, del rispetto e dell’umanità.

Sono parole perfette per descrivere una delle immagini più potenti ed evocative degli ultimi anni. Il bambino, sgomberato con la sua famiglia dalla ex scuola di Via Cardinal Capranica a Roma, che -circondato da forze dell’ordine in tenuta antisommossa- porta via dalla casa da dove lo stanno cacciando, una pila di libri.

Niente altro che libri e una carta che sembra molto preziosa. Tra tante cose che poteva decidere di tenere con sé ha voluto dei libri. Si tratta di un’immagine di grande bellezza, speranza e umanità. La forza del piccolo che realizza cose grandi. Quel bambino sceglie di avere delle opportunità, di studiare, conoscere, e con la testa attraversare altri mondi. Desidera farsi domande.

E tutto quello che c’è intorno, le forze di polizia militarizzate, la violenza dello sgombero, le urla, la disperazione diventano lo sfondo silenzioso, di una scena dominante. Quel bambino, con la sua forza, la sua dignità e la sua fierezza, levita sopra lo squallore di quel momento. I grandi sono un contorno. La polizia una comparsa. E lui, con i suoi libri, diventa un gigante che annichilisce tutto il resto.

Leggere è uno degli strumenti più importanti che abbiamo a disposizione per crescere, sviluppare un senso di sé, maturare senso critico, conoscersi e guardare all’altro da sé. In questa epoca di grande disintermediazione, dove tutto si svolge sul web in un eterno presente dove le informazioni semplificate, a volte false, ci vengono imposte, leggere, conoscere, pensare sono elementi fondamentali per non consegnare il Paese a chi lo vorrebbe schiavo e silente. Un paese di cittadini tutti uguali.

Omologati e arrabbiati. E, infatti, in molti sul web hanno insultato quel bambino, hanno gridato a un’immagine costruita ad arte, a un fotomontaggio dei buonisti. Un bambino straniero non va a scuola. Non legge. Non conosce. Piuttosto delinque.

E, invece, quel ragazzo più fragile economicamente degli altri, debole socialmente, sembra mostrare volontà, curiosità, sensibilità ed empatia. Chiunque può sfogliare pagine. Spero che di libri nella sua vita ne possa leggere tanti e ancora tanti altri e che possa continuare a immergersi nelle pagine, anche per superare le brutture e la violenza. E che la scuola sappia dargli le opportunità che merita.

Ed è significativo che questa immagine sia stata scattata negli stessi giorni in cui alla Camera dei Deputati è stata approvata la legge per il sostegno alla lettura. Un provvedimento importante che prevede un piano nazionale d’azione per la promozione della lettura, patti locali per la lettura con Regioni, Comuni, istituzioni scolastiche e istituti culturali e privati, 500mila euro alla Capitale italiana del libro, una carta della cultura del valore di 100 euro contro la povertà educativa e l’analfabetismo di ritorno, un albo delle librerie di qualità, il raddoppio del tax credit per le librerie, la possibilità di donare libri a soggetti pubblici e privati a scopi solidaristici e, infine, una nuova politica degli sconti e delle promozioni con un tetto massimo del 5% sugli sconti (15% per i libri scolastici).

Contro la rabbia esiste un rimedio. Ed è potente. Si chiama cultura. Si chiama istruzione. In questa epoca dove tutto corre veloce sul web, sembra così difficile pensare, riflettere, stare in silenzio. Sostenere la lettura è un messaggio importante.

L’unico modo che abbiamo per resistere a questa ondata di neo-analfabestismo sta nel sapere. Chi è curioso, chi guarda fuori dall’oblò, non può temere l’altro da sé.  Al piccolo bambino di Primavalle auguro una vita piena delle emozioni che la lettura può dare.

Il mio articolo Su Huffington Post 




Vanna Iori

Docente universitaria e Senatrice del Partito Democratico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *