Vanna Iori

Tenere su di giri la macchina della paura

Tenere su di giri la macchina della paura
16/11/2018 | Categorie: Huffington Post, Media Press


Correnti gelide stanno attraversano il nostro Paese. Sgomberato il Baobab, la struttura romana che ospita centinaia di immigrati, fermata una donna romana che esprimeva pacificamente il suo dissenso contro il ministro Salvini. Episodi che vanno nella direzione di una pericolosa regressione. La sicurezza ormai è uno strumento nelle mani del vicepremier per affermare una società chiusa e indisponibile al dialogo.

Salvini è riuscito nell’impresa di convincere molti italiani che la sicurezza è legata alle migrazioni: ci ha costruito un’ intera campagna elettorale e, ancora oggi, la sfrutta come motore generatore di consenso. Il Decreto Sicurezza è la benzina che serve a tenere su di giri la macchina della paura. Oltre a non risolvere alcun problema, aumenterà invece il numero di migranti allo sbando, fuori da ogni percorso di integrazione, offrendo l’immagine plastica di una situazione sempre più fuori controllo per cui sarà necessario intensificare ulteriormente gli interventi di chiusura e repressione. Un cerchio vizioso utile soltanto alla propaganda.

Ma per mantenere questo circuito attivo serve agire sul clima culturale, sul pensiero e per farlo si è deciso di far eleggere in un ruolo chiave come la Commissione Parlamentare Diritti Umani del Senato, Stefania Pucciarelli, una senatrice della Lega che da anni diffonde odio razziale sul web contro le minoranze: come può essere la garante dei diritti di tutti?

Probabilmente, il disegno di Salvini è quello di cambiare gli italiani, non solo occupare spazi di potere, ma di arrivare ai sentimenti dei cittadini, diffondendo una visione della società che poco ha a che vedere con quei valori condivisi (e che credevamo assodati) su cui abbiamo costruito la nostra Repubblica. Si tratta di un’operazione le cui conseguenze si preparano ad essere drammatiche e stravolgeranno la natura profonda del nostro Paese che non è violento, che non odia. Il nostro è un Paese che ha paura. E Salvini ne ha bisogno.

In questo quadro si inserisce l’incapacità di tollerare il dissenso. Una donna che protesta contro il ministro degli Interni viene trascinata in Questura, per esempio. Perché non tutte le proteste meritano lo stesso trattamento: gli esponenti di CasaPound e chi indossa una maglietta nera viene trattato con i guanti bianchi, nel tentativo di strizzare l’occhio ai nostalgici del regime.

In sei mesi Salvini ha posto le basi per stravolgere l’Italia, ma non è un cambiamento ispirato al tanto declamato buonsenso. È un cambiamento che non sarà indolore e che pagheremo a caro prezzo. Non si può governare mettendo cittadini contro altri cittadini e spargendo ondate di odio e risentimento.

L’articolo su Huffington Post




Vanna Iori

Docente universitaria e Senatrice del Partito Democratico

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