Vanna Iori

La mia intervista all’agenzia Dire: “Ostia, quando raccontare diventa un rischio”

La mia intervista all’agenzia Dire: “Ostia, quando raccontare diventa un rischio”
10/11/2017 | Categorie: Dire, Legalità, Media Press


Venerdì 10 novembre 2017 sono stata intervistata dall’agenzia di stampa Dire, che ha lanciato la campagna social #abbracciaungiornalista in risposta all’aggressione di martedì scorso a Ostia da parte di Roberto Spada ai danni di Daniele Piervincenzi, inviato della trasmissione di Rai 2 “Nemo – Nessuno escluso” .

È diventato rischioso raccontare, è rischioso domandare? Questo è veramente paradossale. Io mi occupo di vita emotiva e ciò che in particolare mi ha colpito, guardando quel video, è il fatto che prima della testata l’aggressore non premette nessuna parola, non dice che è infastidito. La testata scatta all’improvviso senza che ci sia nessun litigio o diverbio.

È questo che preoccupa: in un attimo si passa da una conversazione non violenta a un’aggressione primordiale. Il fatto che ci sia un clima di episodi ripetuti di attacchi a giornalisti significa che c’è un sentimento di ostilità contro chi vuole far sapere e conoscere. È una cosa gravissima. Dopo quello che è capitato al giornalista della Rai, quanti altri oseranno fare domande in alcuni contesti? Quanto accaduto sembra un monito a non ficcare il naso in certe cose.

Nei confronti della categoria dei giornalisti, così come verso i politici, c’è un clima preoccupante di qualunquismo che fa venire in mente gli anni più bui della nostra storia come gli anni di piombo, che speravo ci fossimo lasciati alle spalle.




Vanna Iori

Deputata del Partito Democratico | Componente della Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza | Componente e segretaria della II commissione Giustizia della Camera | Componente della VII commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

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