Vanna Iori

Sul Resto del Carlino l’articolo “Figli naturali e adottivi, un articolo da riformare”

Sul Resto del Carlino l’articolo “Figli naturali e adottivi, un articolo da riformare”
07/10/2017 | Categorie: Adozioni, Diritti, Famiglia, Giustizia, Media Press


Il 7 ottobre 2017 l’edizione reggiana del Resto del Carlino ha dato spazio a un articolo dal titolo “Figli naturali e adottivi, un articolo da riformare” sulla proposta di legge che ho appena presentato per modificare l’articolo 577 del codice penale, a causa delle evidenti disparità presenti in esso tra figli naturali e adottivi. La proposta nasce dall’episodio di cronaca del figlio adottivo ucciso dal padre mentre cercava di proteggere la madre dalla violenza.

Questa la trascrizione integrale dell’articolo.

I figli sono tutti uguali o esistono ancora delle differenze, che si configurano come discriminazioni, tra i figli naturali e quelli adottivi? L’articolo 577 del codice penale, la differenza la crea. Infatti prevede sì l’ergastolo per omicidio contro un «ascendente» o «discendente» (dunque un genitore o un figlio), ma al comma cinque specifica che la pena della reclusione va dai 24 ai 30 anni “se il fatto è commesso contro il coniuge, il fratello o la sorella, il padre o la madre adottivi, o il figlio adottivo”.

«È una disuguaglianza inaccettabile che un recente fatto di cronaca, ha riportato in evidenza», spiega la deputata Pd Vanna Iori, che ha presentato una proposta di legge per eliminare questa ingiustizia. «La decisione della Cassazione – continua Iori – ha annullato (e non poteva fare altrimenti) la sentenza che condannava all’ergastolo un padre, accusato dell’omicidio del figlio adottivo che si era interposto fra padre e madre durante un violento litigio. Eppure una legge (la n.219 del 2012) era nata proprio con l’obiettivo di cancellare nel nostro ordinamento tutte le disuguaglianze tra le varie tipologie di figli. Questo caso ha quindi risollevato il problema dell’esistenza nel nostro codice penale, di residuati di una logica familiare non più attuale e palesemente ingiusta. Una disuguaglianza che affonda le radici nel codice Rocco, risalente al 1938».

Da qui la proposta di legge, a prima firma della deputata Pd Vanna Iori, che mira a intervenire per modificare proprio quelle norme dell’art 577 c.p. «È inconcepibile oggi che all’interno di una stessa famiglia siano fatte distinzioni fra i figli adottati e i figli “naturali” nati dall’unione biologica dei genitori. Progressivamente, attraverso la cosiddetta adozione legittimante, la riforma del diritto di famiglia, la nuova legge in materia di adozione nazionale ed internazionale si è stabilito che il minore adottato divenga, fin da subito, figlio “legittimo” dei genitori adottivi. E infatti oggi l’ingresso, a pieno titolo, del minore adottato nella sua “nuova” famiglia avviene in qualità di figlio, componente cioè della rete affettiva e parentale della famiglia adottiva».

Con questa proposta di legge, che ha già raccolto l’adesione di decine di parlamentari, la deputata Vanna Iori vuole porre fine a una discriminazione «immotivata, ingiusta e superata dalla legislazione attuale in materia di adozione».




Vanna Iori

Deputata del Partito Democratico | Componente della Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza | Componente e segretaria della II commissione Giustizia della Camera | Componente della VII commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

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