Vanna Iori

No al depotenziamento dei presidi provinciali della Polizia postale sul territorio

No al depotenziamento dei presidi provinciali della Polizia postale sul territorio
20/06/2017 | Categorie: I miei comunicati stampa


La risposta fornita dal viceministro all’Interno Filippo Bubbico alle mie interrogazioni sul tema della Polizia postale è positiva e rende evidente l’impegno del governo ad avviare una riflessione attenta in merito al piano di ristrutturazione che interesserà anche la nostra città e l’Emilia-Romagna.

Nella mia interrogazione avevo chiesto al governo delucidazioni in merito al paventato piano di riduzione dei presidi della Polizia postale: nonostante il continuo incremento dei reati perpetrati tramite il web, il piano prospettato lo scorso anno prevedeva il mantenimento degli uffici sede di procure distrettuali competenti in materia di reati di esclusiva pertinenza della Polizia postale.

Non si comprende come mai alcune città debbano avere un ufficio della polizia postale e altre no. In particolare in Emilia-Romagna dovrebbero essere chiuse 5 sezioni su 7 e ben 35 dipendenti specializzatisi da almeno un decennio, con indagini e corsi di aggiornamento, verrebbero destinati a un non ancora noto tipo di servizio che potrebbe anche non aver nulla a che fare con i reati informatici.

Non appare plausibile, inoltre, pensare a una ripartizione territoriale con una sezione per l’Emilia e una per la Romagna, perché in realtà non potranno essere variate le competenze territoriali per i moltissimi reati compiuti tramite il web: pertanto i cittadini di Parma avranno un ufficio specializzato su indagini di tale tipo a differenza di quelli di Reggio o di Modena.

La sezione di Reggio Emilia, nonostante l’ormai esiguo numero di dipendenti, quattro (contro gli otto di tre anni fa), mai sostituiti, ha comunque trattato nel 2016 ben 580 fascicoli di indagine e denunciato 100 persone. Riceve inoltre quotidianamente decine di telefonate e mail da cittadini incappati in truffe, estorsioni, frodi informatiche, attacchi di virus, problematiche con i social network – smistate molte volte dalla Questura o dalle stazioni dei Carabinieri – alle quali viene fornita sempre una risposta esaustiva anche per aumentare il senso di sicurezza dei cittadini.

Alla luce di questi dati è importante l’impegno annunciato oggi dal governo affinché si tenga conto di queste criticità e venga salvaguardata l’operatività di uno strumento fondamentale per il nostro paese.




Vanna Iori

Deputata del Partito Democratico | Componente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza | Componente e segretaria della II commissione Giustizia della Camera | Componente della VII commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

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