Vanna Iori

“Stepchild e famiglie non tradizionali, unica responsabilità educativa”

“Stepchild e famiglie non tradizionali, unica responsabilità educativa”


Il mio nuovo articolo pubblicato oggi, venerdì 10 marzo 2017, sul mio blog sull’Huffington Post Italia.

 

La storia dei genitori-nonni di Casale Monferrato e quella delle due donne che a Roma hanno ricevuto il via libera da parte del tribunale al riconoscimento della figlia nata grazie alla fecondazione eterologa hanno riacceso il dibattito sulla stepchild adoption.

Un dibattito che ha privilegiato la visione, semplicistica e distorsiva, di una giurisprudenza che decide e che si sostituisce alla politica. Il contenuto di questa cornice si è poi concentrato sull’opportunità o meno di dare anche a persone dello stesso sesso la possibilità di diventare genitori.

Poco o nulla, invece, è stato detto su cosa significa essere genitori, su quali siano i doveri che competono a chi è chiamato a un ruolo di grande responsabilità che va oltre l’orientamento sessuale dei genitori. Certo è che essere genitori omosessuali è e deve essere diverso. Occorre che essi sappiano tener conto di questa differenza. Così come ogni genitorialità “funziona” se è consapevole del suo specifico unicum.

Nella riflessione sulla stepchild è opportuno ripartire dal principio universale imprescindibile: l’interesse supremo del minore. Quello, cioè, di avere due genitori che siano capaci di educare, guidare, accudire. Assolvere, in altre parole, a quelle funzioni educative che alcune volte vengono a mancare nelle coppie eterosessuali con figli, come attestano purtroppo i dati allarmanti sugli abusi sessuali nei confronti di bambini e adolescenti.

Considerazione, questa, che sfata il luogo comune sull’inadeguatezza educativa legata a paradigmi standardizzati. L’aspetto decisivo e urgente è invece il sostegno alle genitorialità. Un’emergenza che prescinde dalla morfologia del contesto familiare, per parlare di un unico modello di famiglia.

Lo dice l’Istat, che ha fotografato la varietà delle famiglie italiane, da quelle con figli (coniugate e non) ai figli che crescono con genitori single piuttosto che genitori acquisiti nelle diverse stepfamilies, con fratelli della precedente unione, genitori a distanza, genitori adottivi in Italia o all’estero, genitori affidatari e nonni che per mille diverse ragioni si prendono cura dei figli. Genitori omosessuali, anche.

Una tale varietà impone di soffermarci sul piano di una riflessione più profonda, meno attenta al particolare della forma familiare e più vicina, invece, al ruolo genitoriale, alla necessità di sostenere, affiancare e formare ai ruoli e compiti genitoriali nonché alle difficoltà educative.

È essenziale intervenire precocemente e per farlo occorre promuovere azioni a sostegno della genitorialità fragile: l’affiancamento familiare, i servizi sociali o le associazioni di volontariato, l’aiuto che una famiglia può dare a un’altra famiglia rappresentano strumenti che occorre incentivare per impedire che le vulnerabilità genitoriali si trasformino in criticità insanabili, che portano a situazioni di sofferenza per i bambini.

I genitori vanno aiutati anche a diventare consapevoli delle proprie risorse per uscire dalla fase emergenziale, che può ad esempio essere rappresentata da una separazione. Le reti informali esterne rappresentano il terreno più fecondo di risorse per la famiglia; sono il tessuto che sorregge quella genitorialità diffusa, fonte di appartenenza e di identità.

Le reti informali non offrono solo protezione, ma anche riconoscimento, fiducia e creano modalità interattive caratterizzanti lo spazio pubblico come polis, spazio di partecipazione che la post-modernità sta mettendo progressivamente in discussione. Per queste genitorialità eterogenee occorrono competenze nuove e diverse sia nei genitori sia negli operatori dei servizi educativi e sociali.




Vanna Iori

Deputata del Partito Democratico | Componente della Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza | Componente e segretaria della II commissione Giustizia della Camera | Componente della VII commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

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