Vanna Iori

Su Huffington Post: “Quei figli strumento di ricatto nei conflitti di coppia”

Su Huffington Post: “Quei figli strumento di ricatto nei conflitti di coppia”
21/02/2017 | Categorie: Famiglia, Genitorialità, Huffington Post, Media Press


Il mio nuovo articolo pubblicato oggi, martedì 21 febbraio 2017, sul mio blog sull’Huffington Post Italia.

 

La storia che arriva da Monterotondo, alle porte di Roma, dove un padre ha portato via il figlio di due mesi e mezzo alla sua ex compagna dopo un litigio, è una delle tante storie che vengono definite tecnicamente sottrazioni di minore. Dietro questa espressione si nasconde un universo emotivo fatto di violenza, disagio, angoscia. Di infanzie negate. Di una genitorialità incompiuta.

I protagonisti di questo universo sono i genitori, che litigano tra di loro, e il minore, che è la vittima di uno scontro di cui non ha colpe. Questo bambino, che ora lotta tra la vita e la morte per una gravissima sofferenza cerebrale, è la vittima di un egoismo che a sua volta contiene inadeguatezza e analfabetismo dei sentimenti da parte dei suoi genitori.

La sottrazione del minore, da parte di chi la mette in pratica, ma anche dal lato di chi la “subisce”, segna il punto più tragico della conflittualità all’interno della famiglia. Il bambino viene utilizzato come strumento di ricatto nel conflitto di coppia che paga le colpe dei due partner. Il principio dell’interesse supremo del minore viene crudelmente annullato. La sua crescita e lo sviluppo viene definitivamente segnato. A qualunque età ciò avvenga.

Spetterà alla magistratura fare luce su quanto è avvenuto, sulle violenze denunciate dalla donna e sulle affermazione del padre, che ha negato di aver picchiato il figlio anche se quest’ultimo è stato ricoverato al pronto soccorso di un ospedale romano in gravissime condizioni. Resta, però, anche un’altra dimensione oltre la violenza.

È quella che ha caratterizzato le ore di quel neonato che è stato preso dal padre e portato in giro, che ha dormito in una baracca di fortuna. Il padre si è giustificato affermando che voleva stare con suo figlio. Questa affermazione esprime un atteggiamento di egoismo che è proprio di chi pensa che sia legittimo soddisfare una propria esigenza non rispettando i diritti del proprio figlio. Calpestandone il diritto stesso alla vita.

Purtroppo il degrado relazionale e affettivo non riguarda solo il degrado economico, ma è trasversale alle classi sociali poiché l’odio di coppia non conosce limiti e non si ferma nemmeno davanti ai propri figli, di cui viene fatto scempio per ragioni egoistiche. I figli sono vite umane in fieri che i genitori devono aiutare, sostenere, accudire.

Ciò che manca nella cultura genitoriale è l’assunzione di responsabilità, la capacità di privilegiare l’interesse e il benessere dei figli anteponendoli alla propria conflittualità. L’uso strumentale dei figli li rende emotivamente instabili e specchio delle nevrosi dei genitori. Episodi come questo mostrano ancora una volta l’emergenza genitoriale come ambito su cui intervenire per prevenire le indicibili sofferenze dei figli incolpevoli.




Vanna Iori

Deputata del Partito Democratico | Componente della Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza | Componente e segretaria della II commissione Giustizia della Camera | Componente della VII commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

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