Vanna Iori

No all’omofobia: le differenze possono essere valori se c’è la parità dei diritti

No all’omofobia: le differenze possono essere valori se c’è la parità dei diritti
17/05/2016 | Categorie: Diritti, I miei comunicati stampa


In occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia, che si celebra oggi, mi preme lanciare un messaggio: bisogna essere uguali per poter essere diversi perché se così non è la differenza diventa discriminazione. Affinché le diversità siano un valore e una ricchezza occorre invece che ci sia una parità di diritti.

Dopo il riconoscimento delle unioni civili è importante sanare questa profonda ferita che riguarda l’Italia. Tante, troppe persone, soprattutto giovanissimi, sono oggi discriminate in Italia per il proprio orientamento sessuale: i diritti, tuttavia, non possono dipendere da questo elemento, ma devono inserirsi in una cornice di riconoscimento egualitario, così come delineata nell’articolo 2 della nostra Costituzione.

Dire stop all’omofobia è dire sì a un paese più giusto e rispettoso: mi auguro, pertanto, che il disegno di legge contro l’omofobia, che è fermo in Senato, possa riprendere quanto prima il suo iter per arrivare a compimento il prima possibile, offrendo una risposta chiara e concreta al disagio di tanti cittadini a cui non vengono riconosciuti i diritti e sono, anzi, oggetto di violenza e denigrazione.




Vanna Iori

Deputata del Partito Democratico | Componente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza | Componente e segretaria della II commissione Giustizia della Camera | Componente della VII commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

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