Vanna Iori

Sull’Huffington Post: “Donne, la nostra salute è diversa”

Sull’Huffington Post: “Donne, la nostra salute è diversa”
22/04/2016 | Categorie: Donne, Huffington Post, Media Press


Il mio nuovo articolo uscito oggi, venerdì 22 aprile 2016, sull’Huffington Post.

 

La giornata nazionale della salute della donna, che si celebra oggi per la prima volta in Italia, impone la necessità di una riflessione sul corpo femminile partendo dalla considerazione che nel nostro “essere un corpo” siamo innanzitutto un corpo sessuato.

Aspetto, questo, che risulta scarsamente rilevante nella formazione medica tradizionale, fortemente improntata ad una visione incentrata sul corpo-oggetto e sulla sua “neutralità”. Il corpo vissuto non è mai “neutro”, non è un involucro anonimo. Quando l’esperienza della malattia irrompe nell’esistenza femminile, ne sconvolge i vissuti e l’identità profonda legata all’appartenenza di genere.

Lo stesso decorso della patologia, se non addirittura la prognosi, sono fortemente legate a questi vissuti. Diventa perciò decisivo l’accompagnamento “non neutro” su cui si fondano le pratiche di genere in ambito sanitario. La prevenzione e la protezione della salute femminile, così come le ricerche epidemiologiche, non possono prescindere dalle cause culturali e sociali e non possono ignorare il danno economico, oltre che umano, delle malattie oncologiche femminili e delle componenti emozionali che le accompagnano.

Il corpo femminile è continuamente ricondotto da un lato alla sessualità, dall’altro alla procreazione. La possibilità di esprimere il corpo, nella storia femminile, ha assunto caratteri fortemente ambivalenti, sostenuti dall’altrettanto ambigua rappresentazione iconografica, letteraria, filmica.

Nella corporeità femminile riemergono gli aspetti più oscuri della storia della sessualità (il peccato, la tentazione, la perdizione), ma anche la procreazione e gli aspetti spirituali, affettivi e nutritivi: da Eva tentatrice e insieme progenitrice universale, alla Grande Madre che ha perduto le dimensioni erotiche per assumere quelle procreative.

Al di fuori di questi due ruoli la donna pare non avere diritto al corpo: disincarnata, angelicata, sublimata. E a questa cultura sono da ricondurre anche i pregiudizi e gli stereotipi che si spingono fino ai maltrattamenti e agli abusi in ambito domestico, minando gravemente la salute mentale e fisica delle donne vittime di violenze.

A causa di tutti i condizionamenti culturali che ancora rendono difficile esprimere la propria corporeità al di fuori degli schemi ai quali le donne vengono tuttora continuamente ricondotte, esse hanno avuto ed hanno generalmente un rapporto non facile con il corpo.

Per questo è importante mostrare come le scienze mediche possono tutelare la salute delle donne, propriamente a partire dalle patologie che le riguardano in quanto donne, non solo in relazione ai cicli biologici (mestruazioni, gravidanza, parto, menopausa che pure rivestono un ruolo primario nelle patologie femminili), ma anche in relazione alle diverse cause che portano all’insorgenza di queste e altre patologie: dalla pluralità di ruoli sociali (con un sovraccarico di lavoro, non solo domestico) allo stress lavorativo derivante dagli scarsi riconoscimenti professionali, dagli ostacoli nei percorsi di carriera alla mancanza di politiche per la conciliazione dei tempi, fino allo stalking vero e proprio.

Prendersi cura della salute femminile significa promuovere integrazione tra istituzioni sanitarie e territori, ricerca scientifica e assistenza. Molta strada resta ancora da compiere nelle politiche sanitarie per riconoscere e rispettare le differenze di genere nei bisogni in ambito sanitario, ma questo è un impegno di parità nella differenza che dovrà sempre più ispirare e spronare la pianificazione degli interventi, dei servizi e delle strategie terapeutiche e preventive.




Vanna Iori

Deputata del Partito Democratico | Componente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza | Componente e segretaria della II commissione Giustizia della Camera | Componente della VII commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

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