Vanna Iori

Pronta la legge sugli educatori e sui pedagogisti: obbligo di laurea e più qualità

Pronta la legge sugli educatori e sui pedagogisti: obbligo di laurea e più qualità
25/02/2016 | Categorie: I miei comunicati stampa


Anziani e disabili maltrattati nelle case di cura, bambini picchiati a scuola: i recenti fatti di cronaca rendono evidente quanto una solida professionalità della figura dell’educatore sia centrale per evitare che simili episodi possano ripetersi.

È arrivato il momento di mettere ordine per porre fine all’incertezza dell’identità nelle figure professionali degli educatori e dei pedagogisti: alla Camera è pronta una proposta di legge, a mia prima firma, per voltare finalmente pagina.

Educatori non ci si improvvisa perché la scarsa preparazione produce comportamenti e atteggiamenti deleteri in tutti gli ambiti sociali, educativi e sanitari, dove è invece necessario un alto profilo professionale.

Gli educatori e i pedagogisti in Italia sono oltre 100mila: rappresentano una galassia variegata e fragile, una giungla di titoli e ambiti lavorativi che comprende al suo interno anche ingiustizie e disparità.

Con questa legge entrerà in vigore l’obbligatorietà della laurea per accedere alle professioni educative e, per tutelare anche chi sta già svolgendo un eccellente lavoro senza titolo, si prevede un tempo e un percorso privilegiato per conseguire la laurea, riconoscendo il lavoro svolto come credito formativo.

La legge, inoltre, permetterà di ampliare gli sbocchi occupazionali, dall’ambito socio-sanitario alla scuola, indicando in modo chiaro i servizi, le organizzazioni e gli istituti dove esercitare l’attività professionale.

Questa legge valorizzerà il lavoro educativo, riconoscendo alle professioni di questo ambito una dignità scientifica e professionale, per un decisivo miglioramento della qualità dei servizi per anziani, disabili, minori, carcerati e tanti altri ancora.




Vanna Iori

Deputata del Partito Democratico | Componente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza | Componente e segretaria della II commissione Giustizia della Camera | Componente della VII commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

190 commenti

    • Anna Maria Cocco
      marzo 1st, 2016 18:12

      C’è tantissima gente che svolge in modo egregio questo lavoro pur non avendo la laurea e ci sono tanti ” professionisti” , specie in Parlamento che pur essendo plurilaureati non sono persone corrette, anzi rubano, beccano indebitamente gettoni di presenza , si parano il sedere con leggi ad categoriam, fregandomene delle sofferenze di invalidi, pensionati, disoccupati ecc. Non fate perdere altro tempo alla gente che lavora, perchè chi sta al ministero dell’istruzione , ( meglio della distruzione ) non solo non è laureato in Scienze della formazione, non solo non è neanche laureato, ma non ha frequentato neanche il liceo pedagogico, essendo un semplice perito industriale, che non ha mai studiato un rigo di Pedagogia. Perciò “zitto e a casa !” Cominciate a fare un po’ di pulizia tra di voi, che c’è n’é tanto bisogno. Qui qualcuno si alza presto al mattino e pensa di sfottere il prossimo.

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      • Vale
        aprile 2nd, 2016 9:39

        Non avrei saputo rispondere meglio!!!
        Invece di migliorare i servizi, questa legge toglie il lavoro a chi lo svolge e lo fa con passione e competenza.
        Si, perché io so di essere competente!!!!
        Quando ci siamo diplomate sapevamo che il nostro titolo ci dava la possibilità di accedere a determinate professioni, ( io l’ho scelta con il cuore), ci siamo fatte la gavetta, lavorando in nero (quindi anni nemmeno riconosciuti), sottopagate, ma sempre con l’energia e la voglia di non mollare…e adesso arriva lei…e ci manda tutti a casa. Sa, non tutte, possono permettersi di tornare all’università, c’è chi ha perfino famiglia e si ritrova ad avere tutto in discussione. Come se i maltrattamenti fossero legati allo studio…ma come può dire una bestialità simile????
        Grazie…grazie per le conseguenze disastrose che questa legge avrà sulle persone. A me personalmente sta rovinando la vita.

        Reply

        • Yle
          aprile 5th, 2016 8:52

          come ti capisco! è una legge veramente ingiusta! non ha senso che sia retroattiva! la vita cambia e non è giusto che questa legge imponga di avere un titolo che fino ad oggi non era obbligatorio e adesso se non lo hai vieni mandato via! persino alcune maestre lavorano con un diploma abilitante e adesso per lavorare ad es nei nidi vogliono la laurea? fanno proprio ridere…se non piangere perché la situazione è drammatica!

          Reply

        • maggio 1st, 2016 13:40

          Ribadisco fino allo sfinimento che la legge non ha valore retroattivo e chi già lavora con un titolo che era valido all’epoca dell’assunzione non sarà toccato!

          Reply

          • ilaria
            giugno 23rd, 2016 22:23

            Buonasera, sono una ragazza che sta attualmente svolgendo un master di primo livello in coordinamento pedagogico di nidi e servizi per l’infanzia presso l’università di firenze, che terminerà a marzo 2017.
            Ho una laurea in materie umanistiche e al momento dell’iscrizione mi hanno assicurato che con esami integrativi in materie pedagogiche potrò lavorare come educatore o pedagogista. Vorrei capire come avrete intenzione di regolare questa situazione, poiché fino ad ora il regolamento della regione toscana mi permette con questa qualifica di accedere alla professione.
            Io ho fatto una scelta di vita, ho lasciato il lavoro per intraprendere questo percorso e ho fatto un investimento a livello di impegno, di tempo e di denaro (il costo del master è di 2.000 euro).
            Sarei grata di una sua cortese risposta.
            Grazie.

          • angelo
            giugno 24th, 2016 19:22

            scusi e chi ha appena finito un corso di formazione iniziato nel 2015 pagato con grandi sacrifici perchè senza lavoro togliendosi il pane dalla bocca e avrebbe dovuto iniziare adesso nel settembre 2016 a lavorare che succede?

        • Elena
          ottobre 20th, 2016 9:31

          Purtroppo rovinerà la vita a molti. Ho una laurea triennale in psicologia e un master in pedagogia per bambini con DSA, adesso sono disoccupata e non raggiungo i tre anni di lavoro come educatrice. Nella mia regione la mia laurea mi permette di lavorare come educatrice negli asili nido e se uscirà questa legge non posso più lavorare come educatrice, devo prendere la laurea in SDE, tutto quello che ho fatto e imparato non è servito a nulla. Onorevole di tutte queste persone che non raggiungono i tre anni cosa accadrà? saranno tagliate fuori vero?

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    • anna
      aprile 4th, 2016 9:30

      Signora iori ci servono delle risposte chiare,in caso quando verranno attivati questi vorsi universitari che ci permetterNno di sfruttare come cf u la nostra esperienza?

      Reply

      • maggio 1st, 2016 13:44

        L’iter della legge sarà completato , se tutto va bene, entro l’estate alla camera, poi deve passare al senato e poi servono i decreti attuativi e infine le università attiveranno i corsi. Realisticamente non prima di un anno.

        Reply

        • ROBERTA
          giugno 15th, 2016 15:02

          Gentilissima Signora Iori,
          leggo sul sito della camera dei deputati che il decreto è stato approvato.
          Mi chiedo come fare per sfruttare questa possibilità allora, dati i miei otto anni di servizio in una cooperativa sociale in qualità di Educatrice scolastica e territoriale (ma ad un quarto livello ahimè)….perchè c’é anche da dire questo, che non viene riconosciuto nemmeno il livello nel nostro lavoro.
          Sono diplomata in Tecnico dei Servizi Sociali, ed era un titolo idoneo quando nel 2009 sono stata assunta.
          Quest’anno su pressione del datore di lavoro, perchè potevo anche essere retrocessa a servizi minori, mi sono iscritta all’università (Scienze dell’Educazione), ma con una bambina di nemmeno 2 anni e 40 ore di lavoro a settimana frequentare e studiare diventa impossibile, quindi quale potrebbe essere il mio futuro in base a questa legge? Aspettare e completare i 60 crediti come leggo, che mi conferiranno il titolo tanto discusso, ma che non capisco come attivare, oppure continuare a pagare tasse universitarie con risultati miseri da 1/2 esami all’anno e col dubbio di essere spostata dal mio servizio che tanto amo?

          Reply

        • ROBERTA
          giugno 16th, 2016 19:42

          Gentilissima Signora Iori,
          leggo sul sito della camera dei deputati che il decreto è stato approvato.
          Mi chiedo come fare per sfruttare in futuro, dopo l’approvazione definitiva (che sembra essere quasi certa) questa possibilità, dati i miei otto anni di servizio in una cooperativa sociale in qualità di Educatrice scolastica e territoriale (ma ad un quarto livello ahimè)….perchè c’é anche da dire questo, che non viene riconosciuto nemmeno il livello nel nostro lavoro (e spero questa piccola gabula non sia d’intralcio per l’eventuale formazione).
          Sono diplomata in Tecnico dei Servizi Sociali, ed era un titolo idoneo quando nel 2009 sono stata assunta, dopo un intenso anno di gavetta.
          Quest’anno su pressione del datore di lavoro, perchè potevo anche essere retrocessa a servizi minori, mi sono iscritta all’università (Scienze dell’Educazione), ma con una bambina di nemmeno 2 anni e piú di 40 ore di lavoro a settimana frequentare e studiare diventa impossibile, quindi quale potrebbe essere il mio futuro in base a questa legge? Aspettare, quindi sospendere la mia attuale carriera universitaria, per poi completare i 60 crediti grazie a questa nuova legge come leggo, che mi conferiranno il titolo tanto discusso oppure continuare a pagare tasse universitarie con risultati miseri da 1/2 esami all’anno e col dubbio di essere spostata dal mio servizio, che tanto amo?
          Cordialmente Roberta

          Reply

        • angelo
          giugno 24th, 2016 19:46

          potrebbe farmi sapere quali sono le figure professionali che rientrano fra gli educatori professionali(termine generico) nello specifico a cui verrebbe applicata la nuova legge?

          grazie distinti saluti

          Reply

    • Lana
      dicembre 3rd, 2016 19:45

      Per secoli sono state svolte professioni di tutto rispetto senza la presenza di una laurea (non parlo solo dell’ambito dell’insegnamento, ma in moltissimi altri campi era così, ad es. si lavorava nelle poste con la terza media). Gli infelici episodi che si ripetono nelle scuole e nelle case di riposo non sono certo dovuti alla mancanza di una laurea, ma ai cattivi costumi che hanno accompagnato l’intero percorso di vita dell’ “educatore” di turno. Se Tizio ha cattivi istinti e se ne lascia dominare sin dalla gioventù, difficilmente una laurea sarà in grado di sistemare i difetti comportamentali. Soltanto i test psico-attitudinali mirati e l’osservanza del profilo caratteriale del soggetto in questione sono in grado di rilevare i difetti caratteriali che danno luogo ai casi di sfortunata cronaca. Poi, non dico che la conoscenza di materie specifiche debba o possa essere dispensata, ma basterebbe inserirle in un progetto dedicato alle scuole superiori/licei, che accordino l’apposito diploma. Concordo con l’utente che afferma che nessuna legge/laurea trasforma una persona vile e gretta in una dal cuore d’oro. Il punto è che oramai in Italia C’E’ LA FAME! Se dopo mille sacrifici il neodiplomato si ritrova in mano un pezzo di carta che non gli serve per lavorare che cosa deve fare? Andare a vivere sotto i ponti se non ha una famiglia alle spalle che lo può sostenere? Ora, ho capito che la legge non è retroattiva, ma non tutela chi in questo momento si trova a pochi passi dalla formazione, perchè quando aveva scelto l’apposito percorso non sapeva che alcuni anni dopo quello per cui con grandi sacrifici stava studiando non gli sarebbe poi servito, senza la continuazione. Che faranno quindi questi studenti? Ad un passo da una formazione che risulterà loro incompleta e senza soldi per continuare gli studi. L’università purtroppo costa (pensiamo poi agli studenti fuori sede, per loro è ancora peggio), non siamo in Argentina, dove le istituzioni scolastiche pubbliche sono interamente a spese del governo fino a laurea ultimata. In Italia studiare è sempre stato un lusso, purtroppo, non un diritto. Basti pensare anche solo ai tempi in cui le famiglie non potevano neppure comprare un quaderno ai figli perchè la carta costava. Penso a mio zio che, nonostante meritevole, pur portando a casa sempre il massimo dei voti, a soli 14 anni fu costretto a lavorare perchè doveva portare a casa lo stipendio.

      Reply

  1. Lorenza Largaiolli
    febbraio 26th, 2016 7:11

    Una legge non trasforma in brave persone né trasforma in persone umane e di cuore.
    Se non fate spendere soldi inutilmente ai cittadini non siete contenti. Vergogna!

    Reply

    • Fabio
      febbraio 26th, 2016 9:44

      Questa legge non fa’ spendere un euro, forse non e’ comprensibile a tutti, ma si tratta di un risparmio e un guadagno in qualita’ a lungo termine. Legga pure la legge, poi semmai scriva.

      Reply

      • maria
        febbraio 26th, 2016 11:45

        Concordo pienamente!

        Reply

      • Elisa
        febbraio 26th, 2016 23:33

        Beh, questa legge obbliga alla laurea e quindi ad un percorso universitario, che non è che costi poco, anzi… Quindi nei fatti costa! E non tutti se lo possono permettere, anzi…

        Reply

        • maggio 1st, 2016 13:45

          la legge non obbliga affatto alla laurea chi già lavora. La mette obbligatoria per chi entrerà da ora in poi

          Reply

          • Francesca Pasquariello
            maggio 1st, 2016 14:09

            Pertanto, vorrei capire meglio.
            Tutti gli educatori che lavorano nelle cooperative sociale da tantissimi anni e che non possiedono il titolo specifico possono continuare a lavorare.
            Nel caso in cui la cooperativa per la quale si lavora perde la gara di appalto, siamo così certi poi che gli educatori senza titolo vengano riassorbiti così facilmente dalla cooperativa subentrante?

          • Luca
            settembre 26th, 2016 8:48

            Gentilissima Signora Iori,
            mia moglie dopo aver lavorato per più di dieci anni come educatrice, senza laurea ma con un diploma abilitante, ora si ritrova disoccupata al momento dell’entrata in vigore della legge se dovesse essere ancora disoccupata potrà avvalersi comunque del corso ?

            Grazie

          • Iris
            marzo 1st, 2017 22:01

            Finalmente, voglio prendere la laurea in scienze dell’educazione e sono contenta che ci sarà una legge che tutelerà gli educatori e i pedagogisti, mi irritava il pensiero che persone senza laurea potessero fare questo lavoro.

    • Valentina
      febbraio 26th, 2016 11:03

      Ma che c’entra! Se esiste un corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione è necessario che si delinei la sua spendibilità! Investire studio, tempo e denaro per conseguire tale laurea e realizzare che invece, ad oggi, chiunque può essere assunto con la qualifica di educatore è assolutamente ingiusto! Ciò naturalmente non significa ipso facto che chi non è qualificato non abbia la propensione a svolgere questo mestiere. Si laureino, usufruendo di crediti formativi, o facciano altro! Spero davvero che questa legge vada in porto e che si ponga fine all’abuso della professione educativa e pedagogica.

      Reply

      • Patrizia
        febbraio 27th, 2016 13:18

        Pienamente d’accordo. È ora che psicologi ed altri vengano assunti dalle cooperative per l’assistenza specialistica nelle scuole, quanto ciò spetta solo agli educatori e pedagogisti

        Reply

    • Danila Guerra
      febbraio 26th, 2016 17:23

      Prima di criticare direi di leggere l’articolo! Forse invece è la volta buona che non si spende inutilmente! Io dico si a persone che si fanno un mazzo per prepararsi all’università!

      Reply

  2. Daniele
    febbraio 26th, 2016 7:42

    Buongiorno,è possibile avere un link al testo di legge?
    Grazie

    Reply

    • febbraio 26th, 2016 9:25

      Gentile Daniele, può seguire l’iter parlamentare della proposta di legge e i testi sul sito della Camera a questo indirizzo http://www.camera.it/leg17/126?tab=2&leg=17&idDocumento=2656&sede=&tipo=

      Reply

      • Diego Feliciani
        febbraio 27th, 2016 8:49

        Gentile Vanna Iori, verranno rivisti anche i contratti di noi poveri e sfruttati educatori? Saluto cordialmente

        Reply

        • febbraio 27th, 2016 16:54

          Senza la legge è impossibile, poiché se manca la figura professionale, manca anche il contratto. Dopo la legge sarà possibile. Ma a quel punto spetterà ai sindacati.

          Reply

          • Lia Camorcia
            febbraio 28th, 2016 18:57

            Speriamo bene! Sono un’ educatrice con laurea quadriennale,perciò pedagogista. Nella scuola faccio molte più ore rispetto ad un insegnante di sostegno ma guadagno meno della metà del suo stipendio. Ho un contratto a tempo indeterminato ma a sospensione estiva, perciò a giugno luglio e agosto non guadagno niente. Come si fa a vivere in questo modo? Quanto paga lo Stato un’ora di assistenza specialistica? Non sarebbe opportuno che anche la nostra figura dipendesse dal MIUR come per gli insegnanti? Io credo che questo permetterebbe agli educatori di guadagnare di più e allo STATO di spendere sempre gli stessi soldi visto che si eliminerebbe il passaggio dalle cooperative che devono comunque guadagnare. Infine vorrei ricordare la situazione in cui versano gli educatori che lavorano anche per la provincia, costretti ad aprire partita Iva per 8 ore settimanali. La mia proposta è sempre la stessa: il Miur dovrebbe gestire questi servizi anche per evitare che cooperative e provincie utilizzino questo servizio facendo lavorare i conoscenti e non chi Merita di lavorare , chi oltre alla laurea si è fatto mille corsi di specializzazione e master.

      • giusy
        marzo 3rd, 2016 15:28

        Salve ho appreso ora che c’è questa proposta di legge ma mi hanno spiegato al consorzio Platone che ora la figura dell’aec è disciplinata dalle regioni e quindi la formazione deve obbligatoriamente passare per centri che sono accreditati dalla regione lazio.
        Mi chiedo a questo punto quale sia il percorso formativo per intraprendere questa professione.
        La ringrazio dell’attenzione
        giusy

        Reply

        • maggio 1st, 2016 13:50

          L’anno per il conseguimento del titolo è ESCLUSIVAMENTE fatto dalle università. Non fatevi intrappolare da altri corsi e corsettini. Mi raccomando!

          Reply

          • Giulia
            giugno 23rd, 2016 3:18

            Io ho svolto un corso per la qualifica come operatore all’autonomia e alla comunicazione quest’anno,proprio istituito dalla regione Lazio ,che permetteva,a quanto dicono ,di continuare a lavorare,quindi lo devo ritenere non valido?anche se proposto dalla regione Lazio stessa?ho speso un anno di tempo e molto soldi…vorrei capire.Grazie

          • angelo
            giugno 24th, 2016 22:09

            scusi si spieghi meglio, i corsi riconosciuti dalle regioni non sono validi? devono essere per forza svolti nelle università perchè il titolo sia valido? in base a quale norma? che intende con intrappolare da corsi e corsettini?

            la ringrazio dell’attenzione

      • giusy
        marzo 3rd, 2016 19:15

        Salve ho appreso ora che c’è questa proposta di legge, ma contattando il consorzio Platone, mi hanno spiegato che ora la figura dell’aec è disciplinata dalle regioni e quindi la formazione deve obbligatoriamente passare per centri che sono accreditati dalla regione lazio e che faranno dei corsi al costo di circa 800 euro per rilasciare la qualifica. Infatti tra marzo e aprile a roma ne partiranno alcuni che vorrei frequentare.
        Mi chiedo a questo punto quale sia il percorso formativo per intraprendere questa professione.
        La ringrazio dell’attenzione
        giusy

        Reply

      • Debora
        gennaio 18th, 2017 22:21

        buona sera cosa succede nel caso uno ha qualche anno di esperienza nei nidi (senza laurea) però per motivi personali deve licenziarsi e dopo qualche anno vuole tornare a lavorare nei nidi?

        Reply

  3. Matteo
    febbraio 26th, 2016 9:18

    Salve. Sn un educatore dal 98 ma senza laurea..nn avendo finito l’università ma nn per questo anzi mi sento meno dei laureati.anzi tanta esperienza hanno fatto si di essere apprezzato nel mio lavoro el esperienza educativa a scuola e sia nella psichiatria mi hanno fatto crescere. Bene piu attenzione ma escludere chi nn ha laurea mi sembra sciocco…e chi si è fatto un mazzo tanto a 6€ l ora in una coop sociale…che deve fare??? Abb bisogno di formazio e nn di esclusione. Buo lavoro

    Reply

    • anna
      febbraio 27th, 2016 10:22

      Il mazzo a 5 euro all ora in coop sociali me lo sono fatto anche io caro matteo pur avendo una laurea in scienze dell’educazione. . Quindi … prosegui e prendi una laurea come tutti quelli che lo hanno fatto con tanti sacrifici per poter lavorare allo stesso livello . Non si può chiudere parità se i livello d studio sono diversi.

      Reply

    • davide
      marzo 1st, 2016 8:24

      educatore senza laurea. anche io sono un’ingegnere senza laurea. da domani invece,sempre senza laurea s’intene,sarò medico.

      Reply

    • maggio 1st, 2016 13:53

      Se lei lavora dal 98 avrà 20 anni di servizio nel 2018, quando cioè entrerà in vigore la legge e quindi non avrà bisogno della laurea (20 anni di servizio equiparati a laureati)

      Reply

      • Rosa
        giugno 29th, 2016 9:48

        Ho studiato per 4 anni con tanti esami, tirocinio e tante spese universitarie (tasse, casa, libri) e venire equiparata a chi non ha fatto nulla non mi piace molto, lo vedo comunque come una squalifica del lavoro educativo e dell’importanza di avere basi teoriche… un buon lavoro educativo è dato non solo dall’esperienza ma anche da studi di pedagogia, psicologia, filosofia, psichiatria…. da un sapere teorico che nessuna esperienza lavorativa può dare!!!! Inoltre, sarebbe anche opportuno valutare i livelli di retribuzioni che attualmente per gli educatori nelle cooperative sociali sono da fame, siamo un 6° livello!!!

        Reply

      • Aurora Tarascio
        novembre 21st, 2016 13:24

        Gent.ma sig.ra Iori, nel lontano 1994 ho aperto un nido privato ( titolo di studio: Maturità classica e poi Assistente alle comunità infantili) dove ho lavorato anche in convenzione con il comune del luogo (toscana) fino al 2013, anno in cui il nido è stato assorbito da una cooperativa. Oggi lavoro per la cooperativa con contratto annuale, in questo caso possono retrocedermi ad altri lavori visto che l’assunzione è annuale? Fra qualche mese compio 61 anni e onestamente mi piacerebbe finire il mio percorso lavorativo che da sempre svolgo con smisurata passione e competenza. Aggiungo Che dal 2002 ad oggi ho partecipato a tutti corsi di formazione e aggiornamento organizzati dalla provincia di Pistoia.
        Grazie per la sua attenzione

        Reply

  4. Serena
    febbraio 26th, 2016 9:18

    Andate a farvi un giro!!!!! Ma che cavolo dite????? Il problema siete voi che non controllate nulla non la qualità del professionista!!! Mi spiace ma quella arriva fino ad un certo punto. Dove sono i controlli, quelli seri, che dovrebbero fare le istituzioni???? Vogliamo parlare anche dello stipendio miserabile che abbiamo? Soprattutto i privati??? Vi rendete conto delle pressioni che subiscono le educatrici senza avere delle guide sul campo e qualcuno che controlli? O quelli che lavorano con gli anziani e fanno turni massacranti??? C’è qualcuno che da loro supporto psicologico????? NO È LA RISPOSTA. Io sono educatrice da 10 anni, faccio bene il mio lavoro e sono professionale, guarda un po’ non ho la laurea, sono SOLO diplomata. L’esperienza sul campo mi ha formata in tutto e per tutto. Quindi le telecamere e la laurea in tasca non sono una soluzione.

    Reply

    • Donika
      febbraio 27th, 2016 12:15

      Concordo pienamente! 10 anni di lavoro non sono caramelle in tasca; é esperienza semplicemente non riconosciuta!!!!

      Reply

    • Matteo
      marzo 2nd, 2016 11:20

      Concordo pienamente.

      Reply

    • maggio 1st, 2016 14:11

      Primo, le telecamere non c’entrano con la mia legge. Nemmeno lontanamente.
      Secondo, la legge non è retroattiva e quindi lei può continuare a lavorare dov’è ora senza laurea.
      terzo, se volesse però andare a lavorare altrove da ora in poi le chiederanno la laurea. Ecco perchè abbiamo previsto l’opportunità di conseguirla in un anno per chi vuole cambiare lavoro.
      Quarto, grazie dei complimenti

      Reply

      • luglio 19th, 2016 10:27

        Praticamente rimaniamo fregati solo noi poveri studenti che ci eravamo fatti dei progetti, basandoci sul fatto che avremmo potuto contare sull’integrazione della nostra laurea triennale (per quanto mi riguarda in Servizio Sociale) con una specialistica in Pedagogia e così poterci aprire altre strade. Io personalmente avevo un progetto: finire la triennale in Servizio Sociale + iscrivermi alla laurea specialistica in Pedagogista della disabilità e della marginalità (dopo aver dato 4 esami aggiuntivi di fondamentale importanza per intraprendere tale laurea). Ora non so più se sarà possibile; se così facendo troverò lavoro; se dovrò farmi altri 5 anni obbligatoriamente. Non so più nulla!

        Reply

      • Francesco
        settembre 14th, 2016 5:45

        Dovrebbe escludere anche chi ha già intrapreso una scuola superiore che allo stato attuale delle leggi sarebbe titolo valido per svolgere il ruolo… altrimenti sarebbe profondamente ingiusto per gli studenti (e genitori). Io e mia moglie abbiamo scelto il nido per nostra figlia perchè c’è un’educatrice che stimiamo moltissimo ed è solo diplomata (stimata da genitori e colleghe). Ci sono altre educatrici prive di pazienza ed empatia verso i bimbi (del resto non sono materie di studio, la coordinatrice arrestata a Milano aveva 2 lauree) che sono laureate. Visto che opera in cooperativa… se dovesse essere licenziata (mettiamo per i frequenti contrasti con la direzione), il suo titolo, deduco che diventerebbe carta straccia e la sua pluriennale esperienza verrebbe equiparata ad un paio di esami universitari… mi corregga se sbaglio. Prima di tornare a svolgere il suo lavoro dovrebbe iscriversi all’università (con 3 figli ed un marito con un lavoro a chiamata)? Non potreste prevedere lo svolgimento dei soli 3 o 4 esami (stabiliti a livello nazionale e gratuiti on-Line o presso le università statali) che ritenete realmente indispensabili all’ integrazione della preparazione fornita dalle ex magistrali? Grazie

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  5. Fabio
    febbraio 26th, 2016 9:51

    Finalmente una legge che da’ speranza nella creazione di una vera societa’ educante. Un settore Educativo con una formazione Pedagogica . La salvaguardia dei vissuti di chi fa’ di Educazione attraverso un percorso professionalizzante e’ un grande gesto, in equilibrio tra rispetto e volonta’ di migliorarsi. Grazie Onorevole. Andiamo avanti.

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  6. carlotta torello
    febbraio 26th, 2016 10:44

    Condivido e approvo che il nostro lavoro abbia finalmente una cornice chiara: come per ogni professione non ci si improvvisa e aver a che fare con determinata utenza è un compito difficile e delicato.
    Sarebbe auspicabile che venisse trattata la parte pecuniaria e ci fosse un riconoscimento economico che ad oggi non esiste: si richiede professionalità, si dà grande responsabilità in cambio di uno stipendio che spesso è al di sotto di quello di persone che svolgono altri lavori non qualificati. Con tutto il rispetto per commesse e operai, non lo ritengo equo.

    Reply

    • maggio 1st, 2016 14:12

      senza figura professionale non si può avere richiesta salariale

      Reply

  7. Marco Lussi
    febbraio 26th, 2016 10:53

    Sono operatore in psichiatria/dipendenze dal 1986. All ‘epoca bastava un diploma e interesse per questo duro lavoro che tutti noi abbiamo sviluppato e contribuito a far evolvere con l’intento di dare dignitá a cittadini esclusi. Mi sono riqualificato nel 2004. Tre anni di corso, contunuando a lavorare con uno stipendio ai limiti del minimo vitale. Da allora l’universitá ha creato, e poi dismesso, titoli e lauree che di volta in volta venivano o meno riconosciuti . Corsi creati più per garantire le cattedre di baronetti spesso privi di esperienza.
    Ho un faldone di corsi, laboratori,workshop, formazioni varie. Ora mi dite che di nuovo dovrò conformarmi. Stavolta perchè ci sono pochi undecenti che abusano e maltrattano gli utenti. Fate una sanatoria invece di proporre l’ennesima legge urgente. Dove eri, cara deputata,, quando facevano appalti al ribasso demolendo il welfare? Un po di decenza per favore

    Reply

  8. febbraio 26th, 2016 12:53

    Mi sembra una proposta di legge molto importante. Avere una base pedagogica, psicologica ed educativa è fondamentale per chi lavoro con le persone che siano anziani, bambini, disabili, giovani, genitori e molto altro. Nel mio lavoro ho incontrato molto professionisti che purtroppo, non avendo tali basi, compivano errori molto gravi danneggiando la persona stessa. Anche chi insegna nelle scuole deve avere una forte base pedagogica, psicologia ed educativa. L’apprendimento va al di là della mera informazione. Inoltre, faccio presente che la modalità di insegnare nelle scuole è simile a quella di 100/50 anni fa. Basta confrontare le foto delle classi com’erano e come sono disposti i banchi in classe. E’ necessario che gli insegnanti si formino sui nuovi metodi che favoriscono un processo di “costruzione della conoscenza” attraverso un utilizzo consono delle nuove tecnologie, come ad esempio la LIM, e favorendo una forte interazione e partecipazione tra gli studenti. La mancata evoluzione in questo ambito rischia di portare le nuove generazioni a non essere capaci di vivere in un modo globale, in continua evoluzione a stretto contatto con le tecnologie, in continua interazione con l’altro.
    Infine, propongo che i professionisti delle relazioni di aiuto ed gli insegnati vengano supportati nel loro importante ed impegnati lavoro quotidiano, attraverso formazione gratuita e percorsi trasversali anche individuali. Quando si lavora con le persone è indispensabile mantenersi aggiornati e “curarsi”, tutelare il benessere fisico e psicologico.

    Reply

  9. francesca benedetti
    febbraio 26th, 2016 13:51

    Buongiorno a tutti,
    io concordo pienamente con Carlotta Torello nel ribadire che, oltre alla preparazione universitaria degli educatori/educatrici, (cosa che andrà, senza dubbio, a garantire lo svolgimento del lavoro educativo secondo certi criteri metodologici, maggiore coscienza e consapevolezza nell’usare o meno certe maniere e che eviterà l’uso di violenze di ogni genere, conseguenti ad ignoranza) è necessario che la Legge in oggetto si preoccupi di stabilire delle fasce retributive che non siano al di sotto di certe soglie di contribuzione. Questo per garantire all’operatore educativo la sua dignità di lavoratore in grado di automantenersi al di là dell’aiuto che oggigiorno deve per forza continuare a ricevere dalla propria famiglia di origine o dal proprio consorte o dai suoceri. Uscire da questa condizione paradossale è fondamentale per un “educatore”. Il paradosso infatti, sta nel fatto che da un lato l’educatore aiuta i soggetti più deboli ad emanciparsi, essere autonomi, inserirsi nella società, trovare lavoro ecc. , dall’altro diviene lui stesso prigioniero di una condizione di impossibilità di divenire “adulto” nel senso di autonomo,dico realmente autonomo al pari di un insegnante statale, dal punto di vista economico. Perchè da un punto di vista economico, oggigiorno, difficilmente l'”educatore” giungerà ad una piena autonomia se continueranno a persistere, come legal, certe fasce retributive. E questa situazione di mancato riconoscimento come “lavoratore” in una economia di mercato come la nostra, potrebbe anche essere una tra le cause di aggressività espressa negli ultimi anni dagli operatori del settore (oltrechè dovuta a mancanza di formazione adeguata).

    Reply

  10. Andre
    febbraio 26th, 2016 14:09

    Concordo con questa proposta di legge. Purtroppo troppi analfabeti,soprattutto analfabete,vengono incaricati di svolgere una mansione troppo sottovalutata. La figura dell’educatrice ha la funzione di garantire il corretto sviluppo psicologico dell’infante. Le nozioni necessarie a svolgere tale lavoro non si trovano di certo su Wikipedia o nel manuale di cucina di basso livello per casalinghe: un paio di tette e una vagina non sono sufficienti per potersi arrogare legittimamente il titolo di educatrice. Probabilmente coloro che ritengono che la terza media o il loro diplomino basti,non hanno compreso che in gioco c’è il benessere delle generazion future,dei bambini che un giorno saranno adulti quando noi non ci saremo più. Il primo passo per rendere il mondo un posto migliore,sta nella corretta e sana educazione dei bambini! È inutile avere certe pretese; perché mai una lauereta dovrebbe lasciare il posto a una analfabeta senza qualifiche rilevanti(i vari corsi valgono tanto quanto i corsi di cucina dei giornaletti da due soldi delle edicole)?

    Reply

  11. Sara
    febbraio 26th, 2016 14:48

    Buonasera, sono un’educatrice comunale, lavoro con bambini e ragazzi diversamente abili da quasi 7 anni. Sono in possesso di una laurea magistrale in Scienze Naturali e ho conseguito “il titolo” di educatore dopo un corso professionalizzante di 300 ore (di cui 180 di tirocinio) presso un Ente autorizzato.
    Cosa avverrà dopo l’approvazione della Legge a chi come me ha seguito un percorso alternativo? Dovremo obbligatoriamente conseguire la laurea?
    Sara

    Reply

    • maggio 1st, 2016 14:13

      non sarà retroattiva!!! lo sto ripetendo fino allo sfinimento. Solo per chi accederà da ora in poi alle professioni educative sarà necessaria la laurea specifica

      Reply

  12. chiara perrella
    febbraio 26th, 2016 14:58

    Non ho la laurea perché sono entrata nella scuola giovanissima ,dopo aver superato tre concorsi, l’ultimo col massimo dei voti.Svolgo il mio lavoro con amore, dedizione e successo.I miei bambini non hanno mai avuto problemi quando sono passati alle elementari. Per concludere ho conosciuto certi laureati che sono delle emerite capre, in tutti i sensi.L’abito non fa il monaco.

    Reply

    • maggio 1st, 2016 14:14

      la legge non sarà retroattiva!!! lo sto ripetendo fino allo sfinimento. Solo per chi accederà da ora in poi alle professioni educative sarà necessaria la laurea specifica. lei continuerà a svolgere il suo lavoro

      Reply

      • Fra
        giugno 10th, 2016 13:23

        Posso chiederle da ora in poi cosa significa? io se tutto va bene entrerò con un tirocinio a lavorare in una scuola da settembre grazie a Garanzia giovani. Negli anni passati ho lavorato facendo sostituzioni in molte scuole ma la maggior parte di queste erano in nero e non arriverò mai a tre anni documentabili. Purtroppo ho solo il diploma Pedagogico ma svolgo questo lavoro con amore e dedizione, dovrò considerarmi esclusa? considerando anche che un tirocinio non equivale ad un contratto di lavoro…

        Reply

  13. Marta
    febbraio 26th, 2016 16:45

    Lavoro come educatrice dal 2004… ho una laurea in sociologia, considerata laurea equipollente a quella specifica. VA BENE L’EDUCATORE DOVRà AVERE UNA LAUREA SPECIFICA… ECCO ALLORA SARà ANCHE ORA CHE ABBIA IL GIUSTO RICONOSCIMENTO PER LA PROFESSIONALITà CHE METTE IN CAMPO… e le domando:
    – lei lo sa che lavoriamo (nel migliore dei casi) a 8,5 euro all’ora?
    – lo sa che se l’utente è assente o non si fa trovare non siamo retribuiti?
    – lo sa che chi, come me, lavora come assistente ad personam nella scuola nei mesi estivi non percepisce nemmeno un euro di stipendio?
    – lo sa che ogni 3 anni rischiamo di passare da una coop all’altra perché tutto è soggetto ad appalti e scelte dei comuni?
    – lo sa che non sappiamo mai quante ore riusciremo a lavorare, perché il taglio al welfare è sempre dietro l’angolo?
    – lo sa che io, come tanti altri colleghi, ho pensato spesso di cambiare lavoro, non perché non lo ami, ma perché non mi permette di fare progetti per il futuro, perché è soggetto ad una precarietà allucinante che non ci permette certo di essere sereni… e quanti colleghi seri, professionali e umani hanno fatto altre scelte per questo, a discapito della qualità dei servizi?
    – lo sa che la nostra professionalità e l’importanza sociale del nostro lavoro non è riconosciuta minimamente né dal punto di vista economico né da parte della maggior parte degli interlocutori con cui ci troviamo a confrontarci?
    – a me chiedete una laurea specifica e professionalità per svolgere un lavoro tanto delicato… va benissimo, posto che non è pensabile che ci sia una retroattività per questa richiesta…
    – allora una laurea specifica penso debba essere chiesta anche a chi lavora con i disabili avendo lauree in matematica, architettura, lettere, arte e beni culturali… sì perché lo sa vero che questi rappresentano la quasi totalità degli insegnanti di sostegno che poi capita brancolino nel buio rispetto a cosa voglia dire avere a che fare con un disabile
    – se sono un professionista allora chiedo le tutele e i riconoscimenti dei professionisti.
    é chiaro che chi compie gli atti che oggi siamo sempre più soliti vedere e leggere sui giornali non ha come problema solo e tanto la professionalità… ma ha come problema una disarmante insensibilità e la sensibilità, la pazienza e l’amore non si acquistano certo con un corso di laurea…
    – io sono un educatrice… e lo sono, prima ancora che per titolo, per attitudine, sensibilità e vocazione… PRIMA DI CHIEDERE O PRETENDERE TITOLI, DATE DIGNITà AD UNA PROFESSIONE E A CHI LA ESERCITA CON AMORE E PROFESSIONALITà…

    Reply

    • febbraio 27th, 2016 16:54

      se non sapessi tutto questo le sembra che avrei fatto tutto questo lavoro?

      Reply

      • nico cipriano
        febbraio 28th, 2016 14:10

        E allora portatela fino in fondo in tempi rapidi.

        Reply

        • maggio 1st, 2016 14:06

          i tempi non li decido io. Purtroppo.

          Reply

      • Roberto
        marzo 1st, 2016 22:13

        Che succede per gli attuali assistenti ad personam che spesso lavorano, bravissime e da dieci anni, con bimbi disabili nelle scuole?

        Reply

      • Valentina
        marzo 2nd, 2016 13:59

        Dunque sarà retroattiva?
        Avendo una laurea equipollente in Psicologia, un master e una specializzazione in Psicoterapia, cosa si dovrà fare per continuare a lavorare come educatori?

        Reply

        • maggio 1st, 2016 14:08

          non sarà retroattiva!!! lo sto ripetendo fino allo sfinimento. Solo per chi accederà da ora in poi alle professioni educative sarà necessaria la laurea specifica

          Reply

          • Giulia
            giugno 23rd, 2016 3:25

            Io credo che tutto quello che lei stia facendo sia molto importante ,pero’ credo anche che le cooperative sociali per cui stiamo lavorando seppur a te po indeterminato uscita la legge non si faranno grandi scrupoli nel sostituirci o mandarci via,magari anche semplicemente tagliandoci le ore (di solito funziona cosa quando vogliono farti andar via) o che ad esempio la cooperativa subentrante ,dato che ogni tre anni si cambia appalto,ci possa riassorbire ,perché già ora non è sempre così ,che tutela ci sta?io vorrei intraprendere il percorso universitario ma devo avere il tempo di farlo e sopratutto senza perdere il lavoro,lavoro che svolgo già da 5 anni.
            Grazie

          • Cinzia
            agosto 11th, 2016 16:39

            Mi scusi quindi se uno ha una laurea in psicologia cosa deve fare per poter lavorare come educatore?
            Che valore ha la figura professionale del tecnico socioeducativo, corso per il quale vengono richiesti 1600€ con la speranza di lavorare poi come educatore?

      • Gigi
        marzo 13th, 2016 23:34

        E chi lavora con laurea di educatore professionale ove serve laurea sanitaria, dovrà conseguire una seconda laurea?

        Reply

        • maggio 1st, 2016 14:08

          non sarà retroattiva!!! lo sto ripetendo fino allo sfinimento. Solo per chi accederà da ora in poi alle professioni educative sarà necessaria la laurea specifica

          Reply

      • anna
        aprile 6th, 2016 3:27

        Vorrei avere un informazione specifica,chi lavora da piu di tre anni come assistente educativo con contratto che lo inquadra come operatore sociale potrá accedere all anno di corso universitario?e sopratutto riguarda la figura dell assistente educativo culturale perche molte coop stanno facendo fare corsi regionali

        Reply

  14. TEREZA
    febbraio 26th, 2016 17:20

    Sono perfettamente d’accordo sulla legge gli educatori devono essere preparati …

    Reply

  15. Patrizia
    febbraio 26th, 2016 18:33

    lavoro dal 2002 in una coop. di servizi prima come impiegata ufficio personale poi come assistente educatrice,
    il mio curriculum non vanta una laurea ma tanti anni di sacrifici e abnegazione per un lavoro che richiede spesso, sia capacità relazionale sia grande spirito di adattamento e versatilità oltre che corsi e formazione continua. ritengo sia giusto tutelare e normare con una legge adeguata i soggetti deboli e i lavoratori del settore dando una dignità ed un riconoscimento economico adeguato a tale categoria, ma rimane per me il problema di non potermi sobbarcare il costo di un’istruzione universitaria dato che la mia retribuzione netta ad oggi mi permette di contribuire già miseramente al budget familiare (sposata e madre di tre figli).

    Reply

    • maggio 1st, 2016 14:15

      la figura di assistente educatrice non è quella di educatore e non richiede la laurea

      Reply

      • Maria
        novembre 30th, 2016 22:45

        Scusi l’ignoranza, non sono del settore ma mi interessa: qual è la differenza tra un educatore e un assistente educatore? Inoltre, la legge si riferisce dunque solo agli educatori e non agli assistenti educatori?
        Grazie in anticipo

        Reply

  16. Paulina Tzankova
    febbraio 26th, 2016 19:20

    La Laurea ci offre gli strumenti cognitivi, ma come si procede nella gestione della carica emotiva che potrà raggiungere massivi livelli di criticità? Stiamo parlando di professioni con un alto tasso di relazionalità e rischio di stress lavoro correlato. Propongo una riflessione sulla possibilità di:
    1. Istituire una Commissione di Vigilanza sull’operato delle strutture assistenziali; pubbliche e private.
    2. Istituire un Numero Verde Nazionale per comunicare eventuali abusi presso tali strutture.
    3. Obbligo per tutti gli operatore di almeno un’incontro settimanale di supervisione ( supervisore Psicologo,Psicoterapeuta o Psichiatra) per affrontare le difficoltà correnti.
    4. Istituire le convenzioni per un supporto psicologico degli operatori (individuali o di gruppo), per la prevenzione dello stress lavoro correlato. Il costo di tale operazione potrà essere finanziato attraverso un fondo misto(con le quote pubbliche e private), un costo economico certamente di gran lunga inferiore a quello di giorni di malattia per disturbo misto da stress e i costi medici e legali, che dovranno affrontare le strutture in certi casi.

    Reply

  17. patrizia
    febbraio 26th, 2016 20:28

    lavoro presso coop. di servizi dal 2002 inizialmente impiegata presso ufficio personale successivamente assorbita da altra coop. e inserita come assist. educatrice, non sono in possesso di laurea ma credo di aver impegnato le mie energie e le mie migliori capacità per poter assolvere a questo lavoro nel rispetto dei minori che mi sono stati assegnati, anni nei quali oltre l’orario frontale ho profuso le mie energie in corsi e aggiornamenti utili a migliorare la qualità del mio servizio, ho creduto e credo molto nella necessità di fare chiarezza e dare un degno riconoscimento sia economico sia professionale a coloro che svolgono tale attività, spero che questo non diventi motivo di esclusione per coloro che non si possono permettere di intraprendere un percorso universitario sia per motivi economici sia di carattere lavorativo. tengo a precisare che, nella fattispecie, io lavoro part-time e con la mia entrata contribuisco al mantenimento della mia famiglia (sposata e madre di tre figli). mi auguro che questa nuova legge non vada ulteriormente ad allungare la lista dei disoccupati.

    Reply

  18. alice
    febbraio 26th, 2016 20:33

    Scusate chi già lavora cosa deve fare???

    Reply

    • Sara
      febbraio 28th, 2016 10:40

      Condivido la tua domanda!

      Reply

  19. francesca benedetti
    febbraio 26th, 2016 22:00

    Buoongiorno a tutti,
    io penso che la laurea sia importante ma un appropriato riconoscimento economico lo sarebbe altrettanto. Gli educatori vengono sfruttati sia dai privati che dalle Cooperative sociali. Gii accordi monetari tra le parti vanno assolutamente rivisti da Governo e Sindacati.

    Reply

  20. Monica
    febbraio 26th, 2016 23:10

    Quindi i miei due anni di corso per educatore professionale andranno a farsi benedire?
    Speriamo che questi, uniti a 25 anni di esperienza, valgano qualcosa.

    Reply

  21. Elisa
    febbraio 27th, 2016 1:19

    Ma per favore.
    C’è gente laureata che non è in grado di fare il suo lavoro.
    Ora tutti quelli che hanno fatto queste cose non erano laureati?
    MA PER FAVORE

    Sono quasi 10 anni che faccio l’educatrice e non ho laurea, ma questo non vuol dire niente. Uno può studiare quanto vuole ma le cose si imparano sul campo con l’esperienza.

    Chi commette maltrattamenti ha dei problemi molto più seri

    Reply

  22. Simone
    febbraio 27th, 2016 6:16

    Spiegatemi perché questa legge debba essere retroattiva. Con le insegnanti non è stato fatto così. Da una determinata data 2001-2002 non ricordo) il diploma non è stato più abilitante. Chi già lavorava ha continuato a lavorare, (con il suo titolo di studio) chi si è affacciato nel mondo del lavoro ha dovuto presentare la laurea. Tutto qua. Vi rendete conto di quante migliaia di persone si iscriveranno ai corsi di laurea in scienze dell’educazione? A me sembra una cretinata enorme e spero che i tempi biblici delle nostre istituzioni mandino in cantina questa proposta di legge.

    Reply

  23. Daniele Lanzoni
    febbraio 27th, 2016 7:17

    Vorrei capire dove sono collocati quelli che già hanno un titolo da educatore professionale, magari regionale, e che adesso svolgono altri lavori. Cosa facciamo, lo gettiamo nel cassonetto?

    Reply

  24. Maria-Chiara
    febbraio 27th, 2016 9:25

    Buongiorno, io sono educatore dal 1993 e lavoro dal 1992 in una struttura per disabili psicotici, ho 46 anni, ho il diploma di Educatore e mi sono formata con un corso triennale organizzato dalla Regione Veneto. Il corso l’ho fatto dal 1990 al 1993…. Dal 1992 ho seguito aggiornamenti, con attenzione in quanto credo in quello che faccio. Non mi sono mai laureata perché non l’ho mai ritenuto opportuno, anzi da me vengono tanti tirocinanti (nella mia struttura io ho anche il ruolo di Tutor) e la loro formazione è veramente esigua, sopratutto nel “fare” cioè studi studi ma dopo in campo….. troppe poche ore di tirocinio nel campo….
    Mi domando, dopo aver letto l’articolo, se passasse la legge, persone con la mia stessa esperienza dovrebbero ritornare dietro i banchi?
    Facciamo un albo nazionale degli Educatori, cosa richiesta da un sempre…..
    Anch’io rimango allibita quando sento notizie, a mio parere allucinanti, sul comportamento di alcune persone, ma non reputo una soluzione il ritornare dietro i banchi e che mi abbonino degli esami grazie all’esperienza lavorativa che mi sono fatta. Pensiamo a contratti lavorativi seri, con più ferie, aggiornamenti obbligatori, orari non più massacranti, così non ci “bruciamo” noi e chi ci sta vicino.
    Se ci sono persone demotivate ci sarà un perché…… Non crede?

    Reply

  25. Cristian
    febbraio 27th, 2016 9:41

    Be io approvo questa proposta di legge anche per tanti che si improvvisano educatori senza una formazione specifica, io so un pedagogista clinico ho visto nelle mie esperienze lavorative persone che magari hanno una sensibilità un capacità empatica ma, senza alcuna conoscenza dell’ambito educativo.una legge che valorizzi anche chi ha nella sua carriera anni di studio che percepisce meno di una badante..con tutto il rispetto per la professione

    Reply

  26. David
    febbraio 27th, 2016 10:32

    Quello che dovete iniziare a fare è cambiare le leggi per il futuro.

    I cambi di legge retroattivi non funzionano, svalutano quello che le persone fanno, e cambiano troppo in fretta lo stato delle cose.

    Persone che hanno gia effettuato scelte e preso decisioni di vita. Le costringete a fare qualcosa solo perchè hanno rispettato le regole nel momento in cui erano tenuti a prendere una decisione. Cambiare le “regole” non deve essere retroattivo. Il cambio delle regole deve essere fatto a monte, prima della scelta delle persone. Non ha senso uniformare distruggendo la vita delle persone.

    Reply

  27. Mariella
    febbraio 27th, 2016 11:38

    In linea di massima si potrebbe anche essere d accordo, a condizione che, oltre al pezzo di carta, si verifichino sul campo, e non sui libri, le reali attitudini a svolgere questo lavoro; troppo spesso ci si trova di fronte a psicologi, educatori che non hanno la più pallida idea neanche di cambiare un pannolino, per non parlare di svezzamento lattanti, ecc.ecc.

    Reply

  28. Pierandrea
    febbraio 27th, 2016 12:04

    Nessuno sconto per chi non si è laureato!!!! Gli abusivi devono superare tutti gli esami!!! Come abbiamo fatto noi educatori professionali e pedagogisti. Basta con le furberie e le scorciatoie all’italiana !!!! Testa china sui libri cari furbetti !!!!!

    Reply

  29. Donika
    febbraio 27th, 2016 12:09

    Trovo che il problema in Italia sia il poco riconoscimento dell’esperienza nel campo a differenza di altri paesi europei. Siete tanto legati a titoli di studio infiniti che poi servono per essere pagati miserabilmente peggio di qualsiasi professione per la quale non ci vuole neanche la terza media. Il riconoscimento di professionisti, obbligati ad ordini professionali (quale io chiamo furto legalizzato,utilità del quale per favore spiegatemelo!!!). Le esperienze negative esistono ma non per quello bisogna condannare chi con altri sistemi tra vecchi e nuovi ordinamenti vuole svolgere la propria preparazione in un determinato campo.
    Pensate piuttosto come valorizzare i professionisti che lavorano in pessime condizioni con contratti precari, al limite della legalità senza esigere prestazioni da sogno.
    P.S: Parla un’ assistente sociale laureata in Italia, avendo fatto pessime esperienze lavorative (lavorando in Sicilia) che attualmente ringrazia se stessa per essersene andata dall’Italia.

    Reply

  30. Daniele
    febbraio 27th, 2016 13:31

    Priorità a chi ha una laurea, l’esperienza senza un titolo è come una macchina a 5 marce ma ne usa solo 3, mi dispiace per chi non ha laurea, ma le linee guida vengono aggiornati costantemente e ciò lo si può applicare solo con delle conoscenze sulle metodiche…

    Reply

  31. Alessia
    febbraio 27th, 2016 13:49

    Sono un’educatrice, sono d’accordo con questa legge ok ma gli oss? Solo noi educatori dobbiamo formarci per essere più preparati? Io nel mio lavoro ho avuto i problemi più grossi solo con gli oss, ho anche denunciato atti di maltrattamento perché loro sono una categoria privilegiata? Senza preparazione alcuna a volte fungono da educatori e noi sminuiti e non tutelati. Sarebbe da attuare anche un maggiore controllo nei loro riguardi

    Reply

  32. Stefania65
    febbraio 27th, 2016 14:53

    Giustissimo! Ma sempre retrubuiti, specie nel privato, a 600-700 euro al mese?

    Reply

  33. febbraio 27th, 2016 16:41

    Senza titolo impossibile avere stipendi adeguati

    Reply

    • nico gervasio
      febbraio 28th, 2016 14:22

      Mia moglie, 22 anni laureata in scienze dell’educazione ha lavorato 5 ore al giorno, 1 anno intero a NERO per 350 € al mese.
      Nessun diritto, niente di niente.

      Non abbiamo potuto nemmeno denunciare il nido, il marito della titolare è un maresciallo dei carabinieri nucleo tutela per il lavoro.

      Dove sta lo STATO? DOVEEE?

      Reply

    • Valentino
      marzo 3rd, 2016 11:35

      Salve sono d’accordo con la legge ma spero che ci sia anche del buon senso non rendendola retroattiva semplicemente perché come me tanti lavorano come educatori avendo conseguito una laurea triennale ed una magistrale in ambito umanistico avendo una base pedagogia ( esami universitari ) ma non il titolo specifico oltre agli anni di esperienza sul campo. Spero in una Vostra attenta lettura del fenomeno sociale e lavorativo. Buon lavoro da un Educatore.

      Reply

  34. Giampietro
    febbraio 27th, 2016 22:18

    Supervisioni settimanali di gruppo con professionisti ( psicologi ) per tutto il personale che lavora con bambini, anziani, disabili. p.s. La laurea non farà certo desistere da comportamenti problema chi è soggetto a burn out…..e poi se nel cestino c’è una mela marcia, ci deve essere qualcuno che si prende la responsabilità di buttarla nei rifiuti.

    Reply

  35. Aniello Cipriano
    febbraio 27th, 2016 23:24

    Gentile On. Vanna Iori,

    Non mi è chiara una cosa. Questa proposta legge è inclusa nella legge buona scuola? Oppure è assestante dalla legge 107 buona scuola?

    Da quando entrerebbe in vigore l’obbligatorietà della laurea per le educatrici?

    La ringrazio in anticipo per le informazioni
    Saluti

    Reply

  36. Cinzia
    febbraio 28th, 2016 7:58

    Tutto positivo…. ma dov’è la certezza che una Laurea sia sinonimo di Persona con Integra Morale Sana di Mente Empatica ecc ecc… adatta a lavorare in questi ambiti cosi importanti e delicati?!

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  37. Sara
    febbraio 28th, 2016 10:19

    Buongiorno signora Vanna Iori sono una operatrice sociale per bambini e lavoro in uno spazio gioco con bambini dai 3 anni in su. Avrei una domanda da porle, premetto che io ho un diploma come educatore,leggendo la sua proposta di legge dovrei seguire corsi formativi o prendermi la laurea in educatore professionale? Grazie cordiali saluti.

    Reply

  38. Elisabetta Madella
    febbraio 28th, 2016 12:15

    Ma lo volete professionalizzare il lavoro o no???!!! Non capisco assolutamente tutti questi commenti denigranti la proposta di legge . L’appello alla vocazione o al buon senso, alla sensibilità è legittimo per qualsiasi azione umana e per qualsiasi lavoro: non nascondiamoci noi educatori dietro questa bandiera. Tanti a lamentare la scarsa retribuzione, l’incertezza etc etc e contemporaneamente a chiedere di lasciare tutto com’è perché non ho un titolo adatto…la botte piena e la moglie ubriaca….spesso… non si può.

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  39. Gianluca
    febbraio 28th, 2016 15:04

    La violenza nei contesti di cura, che a quanto pare sembra essere solamente “emersa” negli ultimi periodi e giustificare, in maniera superficiale, questo allarmismo e le risposte di questo stampo, non credo abbia nulla a che vedere con la formazione degli educatori.
    Una legge potrà avere risvolti positivi o negativi ma temo che, non avendo in alcun modo coinvolto gli stessi educatori e quindi provenendo, di fatto, da chi fa le leggi e NON da chi conosce questo lavoro (PERCHE’ LO FA e non perché lo ha studiato od osservato), non potrà certamente toccare ne pensare di risolvere il problema.
    Dietro alle violenze nei luoghi di cura c’è, ESCLUSIVAMENTE, un problema culturale che riguarda la cura stessa.
    Le stesse istituzioni che oggi corrono ai ripari, esacerbando gli accaduti e strumentalizzandoli come se fossero urgenze sociali, ha prodotto, negli anni, quelle politiche sociali che quantificano la qualità, la rendono misurabile invece che assicurarla come pre-condizione, invece che prendersi la responsabilità di garantirla
    Perché dunque non pensare ad una riqualifica del personale addetto alle scelte strategiche, politiche, economiche, gestionali e contenutistiche del mondo sociale? Perché non pensare a riqualificare il sistema universitario, il corpo docenti, i responsabili delle strutture sanitarie, assistenziali, educative, scolastiche?
    Gli abomini delle politiche sociali continuano incontrastati; si creano politiche sociali che cronicizzano ogni categoria di utenza; si studiano certificazioni di qualità, cioè modi perversi con cui ciò che è scritto e verificato scientificamente diventa garanzia del buon funzionamento. Qualunque serio professionista del settore sa bene che queste politiche della “certificazione” sono solo controproducenti e contrarie alla logica della cura.
    Il problema non è neanche che gli educatori siano valorizzati e riconosciuti, poiché essi sono e saranno sempre trattati alla stessa stregua del lavoro che fanno e che le scelte politiche degli ultimi 15 anni hanno considerato esclusivamente in termini di produttività.
    In un paese nel quale chi è in difficoltà non viene aiutato ma sfruttato, il nostro lavoro ci verrà tolto, nel suo valore più profondo, nella stessa misura nella quale si cercherà di renderlo sempre più scientifico e professionale, per come questi due termini sono ormai culturalmente stati distorti.
    Io lavoro come educatore da vent’anni; ho una laurea in “educazione professionale”, una in psicologia (presa mentre lavoravo) e mi sto prendendo anche la magistrale. Parlo con cognizione di causa; quello che ho studiato non mi esclude dalla possibilità di essere uno stronzo. Anzi, i più stronzi che ho visto sono quelli che dopo tutti gli sforzi e le richieste insensate alle quali hanno dovuto sottostare in università, arrivano al lavoro talmente poco appassionati ed insicuri che, al primo che fa loro dubitare di essere in grado di fare un lavoro del genere, rispondono mascherandosi dietro la scientificità della loro preparazione e tutti gli strumenti di cui dispongono diventano scudi per non farsi toccare, per non entrare in relazione e quindi impedimenti alla vera professionalità.
    Studio da tutta la vita, aiuto le persone da sempre, anche da ben prima che questo diventasse il mio lavoro. Se gli incompetenti decidono di ambiti che non conoscono, se la cultura diventa un investimento quantitativo (specializzazioni che crescono a dismisura) e non qualitativo, se si quantifica sempre più il grado di severità di un utente, per dar ragione allo stanziamento dei fondi, senza capire la logica perversa che così facendo si produce, allora potrete riqualificare anche l’ultimo dei volontari, ma la violenza che emerge con scalpore dai maltrattamenti ad una persona, sarà sempre solo una sbiadita ombra della violenza istituzionale e culturale con la quale, alla stessa persona, pensa chi è preposto a decidere.
    La retta mensile di un anziano in casa di riposo sfiora il doppio dello stipendio di un educatore; questa non è scandaloso rispetto al professionista, è scandaloso perché dice chiaramente quanto violentemente vengano considerati gli anziani, le loro famiglie ed ancor più tutte le altre categorie di utenti che “rendono” economicamente molto meno. Scompaiono i luoghi di aggregazione e sbocciano le case di riposo. Scompaiono i C.S.E. per disabili (Centri Socio Educativi) e vengono “riqualificati” a C.D.D. (Centri Diurni Disabili)…..basterebbe riflettere su questo, apparentemente irrilevante, cambio di nome…..per capire dove va rintracciata la violenza….e questo esempio lo può capire, forse, solamente un vero educatore.
    Buonasera a tutti.

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  40. Gianluca
    febbraio 28th, 2016 15:10

    Aggiungo:
    Oggi lo Stato “protegge” ed appoggia il gioco d’azzardo.
    Quando domani l’azzardopatia sarà riconosciuta in tutta la sua virulenza, in tutto il suo potenziale distruttivo per la società e per l’uomo, di certo nascerà il Corso di Laurea in “Azzardopatologia”…..e molto probabilmente sarà lo stesso Stato a dichiararne l’insindacabile necessità…..

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  41. Miche
    febbraio 29th, 2016 17:07

    Buongiorno, ho letto la proposta di legge e in proposito vorrei che si ponesse molta attenzione sulle classi di Laurea che riguardano le scienze dell’educazione,in quanto nel corso degli anni hanno cambiato varie volte il loro nome e la loro classe di appartenenza.
    Nel mio specifico posseggo la Laurea in Educatore professionale classe18 conseguita nell’anno 2004 presso la Facoltà di Scienze della Formazione. Leggo però nella proposta di legge che si fa riferimento solo alla classe L19 nata recentemente.
    Mi preme quindi sottolineare che vi sono altre classe di Laurea per l’accesso alla professione educativa che non sono state prese in considerazione e che esistono già leggi regionali che prevedono come titolo di accesso alla professione la Laurea.

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  42. Silvana
    marzo 1st, 2016 9:55

    Vogliamo parlare delle CASE FAMIGLIE in cui l’educatore e indietro con gli stipendi anche di due anni? Venite a lavorare senza stipendi. Una legge che paghi l’educatore direttamente senza giri di soldi nei comuni poi ai presidenti… potrebbe attuarsi??????????? Una legge del genere e ridare la dignità a chi lavora con la laurea .

    Reply

  43. simone
    marzo 1st, 2016 22:10

    Portereste la vostra macchina a riparare da un educatore? E vostro figlio a curarsi da un macellaio? Fareste costruire la vostra casa da un medico? Fareste fare l’ impianto elettrico da un veterinario? Si ha più cura e attenzione per le cose, che per la cura, la crescita e lo sviluppo delle persone, mi sembra assurdo anche discuterne della specializzazione di chi si occupa dell uomo. L’ educatore e il pedagogista sono due professioni che hanno bisogno di aquisire una maggiore dignita nell’ attuale contesto sociale e non di essere mortificati da cooperative o dirigenti comunali arroganti e scansafatiche. Una profonda riorganizzazione e un maggior controllo del sociale da sempre specchio del paese!

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  44. lisa
    marzo 2nd, 2016 15:32

    Educatrice da dieci anni laureata ma in altro chiedo nella pratica chi già lavora avrà un percorso più “”veloce? se si quale e come sempre nella pratica? grazie

    Reply

  45. Raffaella
    marzo 3rd, 2016 18:16

    Non credo che una laurea possa far professionale un educatore. Ci sono corsi di laurea online con obbligo di tirocinio di poche ore e non mi sembra di aver visto fino ad ora persone che aspirano ad diventare educatori e con questi corsi di laurea ad essere veramente preparati. Sono 18 anni che faccio questo lavoro e la FORMAZIONE è fondamentale ma sul campo non solo dietro a dei libri …molti educatori escono con il massimo dei voti ma poi sul campo vi assicuro che non sanno neanche da dove partire…perché non c’è stata una vera formazione.posso essere d’accordo su una laurea ma per chi già questo lavoro lo fa da più di 10 anni forse bisognerebbe puntare di più sulla formazione….non cadiamo ancora una volta nel “giochetto”delle università come è successo nel 2000.. quindi di finanziare i corsi. ..una buona preparazione serve a fare un buon professionista …ma soprattutto deve avvenire sul campo…

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  46. Alessandro Trombini
    marzo 3rd, 2016 21:02

    Certo che quanto ho letto è frutto delle tante illegalità che in Italia vengono permessee fatte a scapito
    dei cittadini, in questo caso di chi svolge funzioni educative e di cura. Ora questi reclamano il loro sacrosanto diritto di essere riconosciuti e certamente una soluzione a ciò va profondamente e sentitamente cercata. La legge di cui stiamo parlano (l’ho lettta più volte) non risolverà nessuno dei problemi riportati nei vari interventi che precedono il mio se non verrà modificata radicalmente, anzi creerà ancora più frattura tra chi si occupa di Educazione formale e che si occupa di “cura” , dopodiche credo che ognuno di noi non possa pensare e dire a partire dal propsio giardino come fate ma si docrebbe fare uno sfporzo meno egostico e cercare una strada che risolva definitivante la questione degli educarìtori socioculturali, degli educatori dell’infanzia, degli educatori professionali e dei pedagogisti con percorsi formativi ben definiti e tirocini di una certa consistenza, sapendo che la formazione di base non può garantire una formazionie definitiva ma certamente una formazione che permetta di poter iniziare sapendo cosa si sta per andare a fare ed averne piena consapevolezza?
    Una domanda a tutti noi? come mai nessuno di voi è andato a fare il medico, l’avvocato, o altra professione normata? Forse perchè non avevate un titolo o le competenze? Non abbiatemene ma l’argomento è così complesso ed articolato che è difficile essere sintetici.
    Alessandro

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  47. Alessio
    marzo 4th, 2016 12:45

    VERGOGNA! UN MOTIVO AL GIORNO PER NON VOTARE PIU’ PD! Chi è educatore da tanti anni senza laurea cosa dovrebbe fare? Lei sa quanto costa iscriversi e seguire un corso all’università? con quelle misere 1000 euro come faccio con la famiglia ora? In casa lavoro solo io e siamo in 4 con 2 bimbi piccoli.GRAZIE SIGNORA IORI. VERGOGNA!!!

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  48. giusy
    marzo 6th, 2016 12:38

    Salve signora Iori mi chiamo Giusi e le ho già inviato 2 mail per avere informazioni sul percorso formativo da seguire per intraprendere la professione di aec nelle scuole.
    Mi sono informata presso alcuni centri tra cui il Consorzio Platone e mi è stato riferito che ora la figura dell’aec scolastico è regolamentata dalla regione lazio che accredita gli enti per erogare i corsi a pagamento (circa 800 euro) di 300 ore riconosciuti appunto dalla regione Lazio e che rilasciano l’attestato di qualifica.
    Ora apprendo che sicuramente ci sarà l’obbligo della laurea e quindi le chiedo: quale può essere ad ora il percorso formativo più sicuro dal punto di vista legislativo e più veloce per iniziare a lavorare?
    La prego di rispondermi per favore, per me è molto importante
    la ringrazio dell’attenzione
    Giusi

    Reply

  49. marzo 7th, 2016 14:12

    Cerco di rispondere con la maggior chiarezza possibile ai due ordini di questioni che la maggior parte delle domande pone e che appartengono a due diversi aspetti della legge.
    1) per quanto riguarda la necessità o meno di frequentare corsi universitari: da ora in poi sarà obbligatoria la laurea triennale per fare gli educatori, il corso di un anno è una norma transitoria prevista solo per chi non nessuna laurea (ma non lo devono fare coloro che hanno più di 50 anni di età o 25 anni di servizio perchè saranno equiparati ai laureati).
    Tale corso consente di conseguire la laurea in un anno, anzichè in tre, proprio perchè viene considerato il tirocinio e gli ecm nell’esperienza professionale svolta.
    2) per quanto riguarda l’ambito sanitario è stato aggiunto quale ambito occupazionale sia l’ambito socio-sanitario sia gli ambiti del SSN anche per i laureati di Scienze dell’educazione (proprio per l’esiguo numero di laureati di SNT2).
    Ovviamente la legge non ha comunque valore retroattivo per coloro che già lavorano a tempo indeterminato.
    Questo è il punto alla fase attuale.
    Sono stati presentati emendamenti e domani 8 marzo dovrebbe essere approvato il testo in commissione con gli emendamenti.
    Troverete quindi subito dopo il testo in rete con gli emendamenti e le modifiche apportate.

    Reply

    • Luca
      marzo 7th, 2016 21:38

      Onorevole,chiarissime le risposte,un solo dubbio.. Ma chi come me,si è iscritto all’università di Sc. Dell’educazione a 40anni per “sanare” il vuoto normativo..deve lasciare ed attendere questo anno intensivo? Perché seguendo l’iter universitario normale avrei ancora 2anni di esami,con la sua legge solo uno. Ho compreso bene? Ed un “laureato” con il corso intensivo può eventualmente iscriversi al biennio magistrale come qualunque laureato in Sc dell’educazione triennale? La ringrazio per l’eventuale riposta.

      Reply

    • IB
      aprile 10th, 2016 9:49

      Credo di avere tutto piuttosto chiaro, ma non trovo info sul seguente caso: un educatore con meno di tre anni di esperienza. Questo educatore dovrebbe sì svolgere i tre anni di studio senza sconti, ma a patto di iscriversi al corso di laurea gli sarebbe consentito continuare a lavorare (magari per pagarsi proprio delle spese di studio altrimenti proibitive)?

      Reply

  50. gabriele
    marzo 8th, 2016 21:40

    salve signora Iori, sono Giusy , ho letto ora la sua risposta ma non ho ben capito una cosa: lei parla di un corso universitario che darebbe la possibilità di laurearsi in un anno in via transitoria fino a quando non sarà ufficiale la sua legge, ma io non ho parlato di corso universitario annuale ma di corsi della durata di 3 mesi circa dal costo di 800 euro erogati da enti accreditati dalla regione Lazio.Dove posso trovare informazioni relative a tali corsi annuali?
    La ringrazio dell’attenzione
    Giusy

    Reply

  51. franci
    marzo 9th, 2016 15:08

    Buongiorno a tutti. Riterrei più giusto che tutti coloro che vogliono fare la professione di Educatore siano sottoposti ad un percorso di istruzione universitaria e abbiano la laurea triennale specifica (ed eventualmente magistrale), al di là degli anni di servizio e dell’età. Credo sia giusto che anche coloro che hanno più di cinquant’anni abbiano la laurea specifica. Ma, soprattutto i gestori di Cooperative sociali, inerenti il lavoro con bambini, anziani, giovani, ecc. , che hanno responsabilità su ciò che accade all’interno delle proprie strutture, credo sia importante il controllo delle loro competenze e nel caso non ci siano i requisiti minimi, siano obbligati ad avere almeno una laurea triennale specifica.

    Reply

  52. Simone
    marzo 9th, 2016 20:24

    Buonasera. Dunque con 21 anni di attività (con relativi corsi di formazione e aggiornamento, seminari, formazione interna, primo soccorso + DAE corso haccp + altro) e 44 di età dovrei iniziare un percorso formativo universitario?????? Spero solo stiate scherzando… Inoltre vi rendete conto di quante migliaia di persone accederanno praticamente in contemporanea nelle università? Oltre ad essere particolarmente strana le retroattività di una legge, vorrei sapere da voi menti eccelse se avete calcolato le difficoltà in cui state mettendo i giovani che a parità di titolo avranno sempre più difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro. Complimenti ai nostri legislatori. Altra cavolate!!!

    Reply

    • marzo 9th, 2016 20:38

      Ho letto dopo il suo intervento. Ora ho capito e mi sento più tranquillo.

      Reply

  53. Ivan Educatore da 25 anni
    marzo 10th, 2016 10:43

    Gentilissimi,
    vi segnalo il sito di ANEP (associazione nazionale educatori professionali) e vi suggerisco a tutti di fare un giro sul sito per capire come sta evolvendo la proposta.
    Il profilo dell’ E.P. è normato dal decreto n° 520 del 1998, e definisce chiaramente che l’educatore professionale è un operatore SOCIALE e SANITARIO!! L’ Associazione è da anni che lotta per sanare il problema del doppio canale formativo (Scienze della formazione e Medicina), è tale iniziativa non porta ad una risoluzione. Legittima solo tutti i corsi che le università di italia tramite Scienze della Formazione ha sfornato, creando una molteplicità di titoli “educativi”, che nei fatti non sono legittimati ne riconosciuti!! Questo ha indebolito la professione, sopratutto dal punto di vista economico.
    La legge Iori, in realtà salvaguardia solo i corsi di laurea che non hanno motivo di esistere, quindi continua a garantire i posti ai professori universitari, (solo di area pedagogica) che sono solo dei TEORICI. COME E’ POSSIBILE che si esca da un corso si laurea con solo 150 ore di TIROCINIO?!!? LA normativa proposta se pur nelle intenzioni è buona, ma è scritta con i piedi Malissimo!!!! Leggetela e ve ne accorgerete! Crea ancora più confusione! L’iter di approvazione poi è molto più lungo di quanto l’onorevole vuole farci credere!! http://www.anep.it/newsnoiep.php?pageid=2341

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  54. Emanuela
    marzo 14th, 2016 16:42

    Io trovo giustissimo che il tutto venga regolamentato per dare giusta dignità, economica e non solo, a persone che come me, si sono laureate in scienze dell’educazione nel 2001 e che sinora hanno lavorato con la stessa paga e la stessa considerazione data ad animatrici che tra l’altro hanno ottenuto il titolo non si sa come.
    Ora mi trovo disoccupata, con due figli (uno di 8 e l’altro di 3 anni), ho dovuto lasciare il lavoro perché vivendo in un piccolo paese sprovvisto di servi per la prima infanzia non mi potevo permettere una baby sitter.
    Ora vorrei riprendere in mano la situazione lavorativa, ma intorno a me non vedo nessuna opportunità di lavoro in quanto la nostra figura non è richiesta nelle scuole, nei comuni ormai non viene richiesta tale figura, non ci sono più’ ludoteche, centri gioco,centri primavera …. oramai nel sociale hanno tagliato tutti i servizi. Io non capisco questo: quando mi sono iscritta in scienze dell’educazione gli sbocchi sembravano infiniti ed ora??? Che faccio??
    Inoltre Non capisco perché a tutt’oggi chi ha il solo diploma magistrale sia stato così tutelato da poter insegnare nelle scuole dell’infanzia e primarie, solo attraverso la vincita di un concorso, e noi pedagogisti ed educatori per poter fare la stessa cosa dobbiamo passare una selezione impossibile, per poi prenderci un’altra laurea in scienze della formazione primaria, (quando tra l’altro hanno un corso di studi praticamente identico).
    Scusate fateci fare un corso abilitante da permetterci di fare gli educatori almeno nelle scuole materne, oppure fateci accedere al concorso al pari delle maestre con solo diploma.
    Il nostro problema principale è che non troviamo lavoro….. AIUTATECI ….
    voglio precisare che vivo nel sud Sardegna dove le opportunità di lavoro sono pochissime.

    Reply

  55. Emanuela
    marzo 14th, 2016 16:45

    Onorevole Iori, ci aiuti, solo voi potete risolvere la situazione. 😓

    Reply

  56. anna
    aprile 1st, 2016 6:42

    Ci sono vari punti non chiari,le coop stanno facendo fare corsi riconosciuti dalla regione per figura assist. All integrazione ,comunicazione e autonomia disabili,ora alla luce della legge non varrebero nulla e che fine fa l assistente alla comunicazione che ha speso 3anni di corso conosce la lis dovra prendere la laurea,?io a settembre volevo iscrivermi a scienze della formazione a questo punto aspeto e vedo se vera attivato ul corso universitario di un anno,cmq una base di psicologia e pedagogia per lavorare in quest ambito ci deve essere,io ho un diploma di tecn. Servizi sociale so di essere meno preparata per certi versi di un laureato (anche se mi sono formata sia da sola che con corsi)pero una preparazione idonea ci vuola e in alcuni casi ho visto lavorare gente con diploma di ragioneria.ora pero si rischia di rendere disoccupati molti se prima con diplomi specifici si poteva svolgere la figura di aec o di assistente alla com. Ora?

    Reply

  57. silvia
    aprile 1st, 2016 7:50

    Salve, ho un diploma professionale come tecnico operatore dei servizi sociali, un diploma in musica e da cinque anni lavoro come assistente a persona, un lavoro bellissimo che svolgo con amore ma non mi sento valorizzata e riconosciuta non perchè non ho una laurea ma perchè sono sottopagata, parto la mattina alle 7.30 e rientro la sera alle 20, quando va bene, i professionisti, così si reputano, pensano di risolvere il problema del bambino che segui vedendolo un’ ora all’ anno e invece tu , in questo caso io, gioco, studio, lo consolo quado è triste tutti i giorni dalla mattina alla sera a volte anche fuori dal mio orario di lavoro.
    Penso che non sia una laurea a fare la differenza ma una legge che ci tuteli un po’ di più noi e le famiglie che hanno ragazzi diversamente abili.
    Grazie mille e mi auguro che prima di mettere tutti nei casini ci riflettiate bene!

    Reply

  58. giusy
    aprile 1st, 2016 18:47

    salve
    io sto attualmente lavorando in una scuola materna da settembre 2015, assunta con contratto a tempo indeterminato con la qualifica di maestra d’asilo nido.
    Premetto che sono in possesso di un diploma quinquennale delle scienze sociali.
    Cosa devo fare in caso la proposta di legge verrà approvata?

    Reply

  59. Bruna
    aprile 2nd, 2016 13:41

    Buongiorno,volevo chiedere per chi come me lavora da gennaio 2015 presso una cooperativa sociale come educatrice,ma sono in possesso di una laurea triennale in psicologia,cosa accade?ho un contratto a tempo indeterminato:leggo che la legge non ha valore retroattivo,quindi per continuare ad esercitare devo svolgere questo corso intensivo di un anno o integrare con degli esami per rendere la mia laurea triennale in psicologia equipollente alla classe di laurea in scienze dell’educazione,mica rischio di perdere il posto di lavoro???io sono anche disposta a seguire un itinere di studio,ma nella legge ho letto che possono usufruire di tale anno intensivo solo coloro che lavorano da almeno 3 anni anche non consecutivi e coloro che hanno vinto concorsi pubblici ed io che fine faccio?

    Reply

  60. Maria C.
    aprile 4th, 2016 7:05

    Buongiorno.
    Lavoro da 25 anni come Educatrice di cui 17 anni come Educatrice Professionale. Ho fatto un corso con FONDI EUROPEI di riqualificazione, progettato dalla Regione Emilia Romagna APRIS, dopo ben 8 anni di lavoro. Non c’erano i corsi Universitari allora. Adesso la Regione si rifiuta di riconoscere questo titolo come equipollente senza dare nemmeno una minima possibilità per ottenere la equipollenza. La legge potrebbe essere interpretata in modo più giusto ma non volete, non capisco il perchè. 25 anni di lavoro, come me tanti altri Educatori che i Servizi in questi anni abbiamo collaborato a costruirli. Inoltre potete veramente non riconoscere un percorso per il quale L’Europa vi ha dato dei soldi? E’ chiaro che partiranno dei ricorsi…

    Reply

    • maggio 1st, 2016 13:59

      Stia tranquillissima. Primo perchè la legge non ha valore retroattivo e quindi lei rimane dove è. Secondo perchè con 25 anni di servizio le verrà riconosciuta per di più l’equipollenza alla laurea

      Reply

      • silvia
        luglio 29th, 2016 20:30

        Mi scusi io ho una laurea in giurisprudenza e l’abilitazione all’insegnamento. Mi hanno proposto un corso di formazione per operatore di infanzia presso un centro riconosciuto dalla Regione Lazio. Può essermi utile per lavorare con i bambini negli asili, nelle ludoteche, ecc.? Grazie

        Reply

  61. Gabriella Delmonte
    aprile 4th, 2016 10:03

    Sono una Pedagogista. La ringrazio per il grande lavoro che ha svolto per il riconoscimento della nostra professione. Una domanda su uno degli ultimi emendamenti approvati alla camera: quale è stato il criterio con il quale avete sostituito il riferimento alle conoscenze e competenze psicologiche con quelle antropologiche? (considerato che nei corsi di laurea gli esami in discipline psicologiche sono molto superiori a quelli delle discipline antropologiche). Davvero ritiene che le conoscenze antropologiche possano sostituire le conoscenze psicologiche in ambito educativo? E allora perché insegnare psicologia nei corsi di Laurea in Scienze dell’educazione? Devo dedurne che dopo l’approvazione della legge quando si dice Scienze dell’educazione si deve ritenerne esclusa la psicologia? Non potevate almeno fare salve le conoscenze (se non le competenze) ? Mi piacerebbe avere un suo parere, da pedagogista, oltre che da politica e che fosse smentito un mio timore: che si sia trattata dell’ennesima concessione al processo di sanitarizzazione dell’educazione e alla pretesa di esclusiva da parte del mondo della psicologia su tutto ciò che attiene alla psiche. Peccato per un profilo come quello dell’educatore e del pedagogista che in ambito accademico è stato costruito su una moderna e avanzata multidisciplinarità e che avrebbe potuto “fare scuola”. E’ troppo sperare in un emendamento al senato?
    La ringrazio e la saluto cordialmente.

    Reply

  62. Maria Antonietta
    aprile 6th, 2016 6:30

    Scusate se uno ha una laurea in lettere ha fatto per 5 anni l educatore deve conseguire un nuovo titolo?

    Reply

    • maggio 1st, 2016 14:05

      se lei è stata assunta come educatore anche con un altro titolo previsto all’epoca come valido non può essere spostata
      se vuole andare a lavorare altrove dovrà fare un anno per conseguire la laurea in scienze dell’educazione. Ma è un’opportunità in più, non un obbligo

      Reply

  63. alessandro
    aprile 13th, 2016 9:25

    Buongiorno On. Iori
    Svolgo la professione di educatore da circa 15 anni possedendo il Diploma di Dirigente di Comunità e la qualifica professionale al termine di un corso regionale di 1200 ore di Animatore Culturale Polivalente.
    Negli ultimi mesi Regione Liguria e ASL hanno fissato per il 30 giugno 2016 il termine entro il quale mettere in regola i propri titoli attraverso l’iscrizione alla triennale di Scienze dell’educazione e della formazione o partecipando ad un corso regionale denominato TASE (che si è chiuso sanando una percentuale minima di persone che necessitano di regolarizzarsi e non ci sono altri bandi per corsi successivi.
    Tale richiesta mi aveva spinto a decidere di iscrivermi presso una telematica alla triennale di Scienze dell’educazione, ma venendo a conoscenza della Sua legge in attesa di approvazione da parte del Senato ho deciso per ovvi motivi di rimandare tale decisione. Il fatto che ci sia appunto una legge nazionale che andrebbe a sanare la mia posizione come quella di altre migliaia di persone mi tutela da eventuali ricadute sulla mia attività lavorativa nn rispettando suddetto termine del 30 giugno?

    Reply

    • maggio 1st, 2016 14:02

      La legge non ha valore retroattivo e quindi lei non deve mettersi in regola. La laurea le può servire solo se lei decidesse di intraprendere un nuovo lavoro presso una altro ente, ricominciando da capo. Quindi è un’opportunità e non un obbligo.

      Reply

      • marina
        giugno 14th, 2016 15:38

        Buongiorno On. Iori,
        ho 51 anni risiedo in Liguria e sono assunta a tempo indeterminato dal 2005 da una cooperativa sociale. Negli anni le mie mansioni sono state diverse: assistente all’autonomia e alla comunicazione con ragazzi diversamente abili, educatrice su affidi territoriali, coordinatrice e responsabile educatori su due distretti sociali, conduttrice di laboratori esperenziali con tecniche di arteterapia, educatrice in comunità minori.
        Su richiesta, peraltro insistente, della mia cooperativa mi sono dovuta iscrivere all’università senza però riuscire a dare alcun esame e credo, che visti i ritmi di lavoro, mai riuscirò a darne.
        Leggendo la legge e i post precedenti ,se non ho capito male ,non occorre più che continui a pagare soldi per iscrizione all’università, ne che dia esami, come la cooperativa mi vorrebbe imporre perché avendo i requisiti di legge non posso essere licenziata.
        Domanda: qualora decidessi potrei partecipare anch’io al corso di laurea di un anno x ottenere il tanto agognato “pezzo di carta”?
        Grazie

        Reply

  64. Anna
    aprile 18th, 2016 20:03

    Onorevole Iori, io condivido pienamente le sue intenzioni dato che c’è assoluta necessità di una legge che regolamenti questa professione, ma le chiedo, anzi la supplico di tenere conto anche di chi laureandosi in l 19 o Snt/2 prima di questo anno e non ha un contratto a tempo determinato e lavora in diverse aree, dalla sanitaria all’educativa.Che fine farà questa gente? Non è chiaro! Io ho una laurea snt/2 e collaboro in diverse aree, così come molti colleghi laurati l19. Siamo senza certezze, ci tuteli!

    Reply

    • maggio 1st, 2016 14:03

      la legge non ha valore retroattivo. Lei continuerà a lavorare dove lavora ora!

      Reply

      • Silvia Galluzzo
        agosto 26th, 2016 22:54

        Si Onorevole, continuerà a lavorare dove lavora ora ma se venisse licenziata o chiedesse il servizio, non avrebbe nessun titolo per essere assunta in altro luogo?

        Reply

      • Valentina
        ottobre 18th, 2016 9:19

        Salve,
        vorrei sapere per chi ha svolto il ruolo di educatore con un altra laurea riconosciuta equipollente nella Regione Toscana, ovvero la laurea in psicologia, cosa dovrà fare ? prendere un’altra laurea? Premetto che al momento sto’ svolgendo un tirocinio in una materna con un bambino disabile, attraverso un master della facoltà di scienze della formazione. Spero mi possa rispondere presto.

        Reply

  65. Marta
    aprile 19th, 2016 9:58

    Mi dispiace per chi si sente emarginato. Ma nel 2016 è sacrosanto richiedere una laurea per questo tipo di lavori. Fino a 30 anni fa chiunque fosse “bravo” poteva togliere un dente o far partorire una donna. Oggi ci vuole una laurea, giustamente, anche per fare una puntura. Abbiamo decine di migliaia di giovani, e non, laureati che non trovano un lavoro nemmeno per poche centinaia di euro al mese. Bene, chi per anni e anni ha goduto di uno stipendio, poteva nel frattempo anche laurearsi (si tratta di corsi di laurea senza obbligo di frequenza e si può andare direttamente all’esame studiando da casa). Visto che le tasse universitarie si pagano in base al reddito e ci sono borse di studio per tutti i gusti. Quante segretariette con la terza “segretaria d’azienda” stanno ancora rubando il posto di lavoro a donne trentenni plurilaureate in scienze economiche e aziendali? Gente, volete lavorare, fate come tutti noi: la notte, mettetevi sui libri e fate vedere quello che valete. Se davvero avete imparato tutto, supererete brillantemente ogni esame. In caso contrario, la bravura era solo nelle vostre parole e non nei fatti. E allora sappiate lasciare il posto a chi se lo merita di più. Io di farmi curare una carie da un semplice diplomato, non lo farei, anzi, lo denuncerei. Di mettere mio figlio nelle mani di chi ha studiato la metà dei miei anni e prende il doppio dello stipendio, nemmeno.

    Reply

    • Silvia Galluzzo
      agosto 26th, 2016 22:47

      Purtroppo questa è l’Italia…vede un pezzo di carta non è garanzia di grazia e intelligenza. Ed io mi sto laureando a 43 anni e ora quello che sto facendo non dopo scuole regionali e formazioni varie e questa laurea non valgono più nulla? Non si tratta di fare la guerra ai pari o simili, ma di capire che il legislatore deve tenere conto della realtà e delle migliori pratiche nazionali e internazionali nel formulare cambiamenti. Nessuno pensa che un’educatore non deve laurearsi ma che la stratificazioni delle leggi nazionali e regionali hanno creato un caos che incide sulle vite delle persone. Non ci si può svegliare un giorno e dire “Ops, scusate mi sono sbagliato, adesso rimettetevi a studiare perché così non va”. Eh no, caro legislatore tu mi hai chiesto di formarmi, di riformarmi e di riformarmi ancora, ho pagato ogni volta ciò che dovevo pagare per farlo; io ho seguito con diligenza ogni cambiamento richiesta. Oggi però questa riforma torna indietro di anni luce nel percorso evolutivo e formativo dell’educatore. Sarebbe bastato riformare attraverso l’istituzione di un corso Interfacoltà (scienze dell educazione, psicologia e medicina) semplicemente e non chiedere più nulla a chi da sempre ha continuato a formarsi secondo le leggi vigenti.

      Reply

      • Silvia Galluzzo
        agosto 26th, 2016 22:49

        perdonatemi gli errori di scrittura ma l’ora tarda non aiuta…

        Reply

  66. Ely
    aprile 23rd, 2016 10:00

    Gentile Onorevole Iori, dopo la legge un pedagogista potrà svolgere la sua professione all’estero, così come altre figure professionali, per esempio lo psicologo?

    Reply

  67. Francesca Pasquariello
    maggio 1st, 2016 14:17

    Gentile onorevole,
    chi lavora come educatore sociale da anni ma con un titolo di studio diverso, come Servizio Sociale o psicologia, potrà continuare a svolgere questa professione? Questi titoli verranno considerati equipollenti?

    Reply

  68. Chiara
    maggio 2nd, 2016 18:47

    Gentile Onorevole,

    attualmente sono un’educatrice a tempo determinato con una laurea magistrale in Psicologia ed il diploma di dirigente di comunità.
    Quando scadrà il mio contratto, potrò partecipare ad un eventuale nuovo concorso oppure i miei titoli non me lo permetteranno più?

    La ringrazio

    Reply

  69. Angelo
    maggio 13th, 2016 16:07

    Io sto frequentando in questo periodo un corso per la qualifica di ass.educativo da 600 ore…e gia sto facendo tirocinio nelle scuole…verso settembre prendo la qualifica… Quindi la sto prendendo senza motivo?(visto che pago 1600 euro??)

    Reply

  70. nicola
    maggio 28th, 2016 8:54

    Salve, grazie per il lavoro svolto. Sono un Educatore Professionale con laurea triennale, cosa significa nella pratica che il nostro titolo non è abilitante? Non è in contraddizione con il voler istituzionalizzare una figura professionale? E quindi i laureati in psicologia potranno continuare a fare il nostro mestiere? Cordialmente Nicola S.

    Reply

  71. Verdiana
    giugno 22nd, 2016 16:05

    Anche io ho gli stessi dubbi di Chiara e di Francesca a cui non ha dato una risposta… dopo anni di sacrifici, studi, gavetta, volontariato e tirocini, lavoro come educatrice A TEMPO DETERMINATO da alcuni mesi con bambini disabili.. ho una laurea in Psicologia, un diploma di maturità SOCIOPSICO PEDAGOGICA, esperienze di volontariato con bambini e ragazzi disabili e con disagio socioculturale ed anche con anziani per via dei corsi da me svolti (OSA e OSS)…. con questa legge, potrò continuare a fare l’educatrice o dovrò ritornare sui libri a conseguire una laurea triennale che preveda stessi esami che ho già conseguito durante gli anni di università, visto che purtroppo non so se mi rinnoveranno il contratto e dovrò cercare altrove??? Credo che sarebbe una cosa troppo assurda poichè è come se mi laureassi due volte nello stesso percorso… !!!
    Le chiedo, mi saranno riconosciuti i crediti formativi in base alla mia esperienza sul campo e a tutti gli esami che ho fatto durante l’università per continuare a lavorare come educatrice altrove?? La mia laurea (triennale + specialistica) verrà riconosciuta equipollente a quella di educatore??

    Reply

  72. Giulia
    giugno 23rd, 2016 3:10

    Gentilissima Iori,io ho appena conseguito un corso regionale per la qualifica di secondo livello come operatore all’autonomia e all’integrazione,corso a pagamento in un ente di formazione riconosciuto , che ha consigliato la mia cooperativa (e non è la sola) dicendo che ci avrebbe garantito di poter lavorare nei prossimi anni,ma leggendo l’articolo qui sopra a questo punto mi domando se è servito ,se verrà riconosciuto o a cosa serve a questo punto,dato che è stato istituito proprio dalla Regione Lazio.Io credo sia il momento di riconoscere la nostra figura professionale pero’ ci sta la necessità di capire chiaramente come,ho appena speso soldi e un anno di tempo per conseguire questa qualifica,se avessi saputo che per lavorare serviva esclusivamente la laurea non lo avrei fatto…
    Grazie

    Reply

  73. Simone
    giugno 23rd, 2016 8:07

    Gentile onorevole,
    ho conseguito ieri l’attestato regionale di ASACOM e lavoro già nella scuola dallo scorso anno avendo in possesso solo il diploma di liceo socio-psico-pedagogico. Se ho capito bene,nonostante tutto,toccherà anche a me conseguire l’anno di laurea, giusto?!
    Grazie…

    Reply

  74. Ilaria
    giugno 24th, 2016 11:20

    Buongiorno,
    sono una ragazza che sta frequentando un master di primo livello in coordinamento pedagogico di nidi e servizi per l’infanzia, che terminerà a marzo 2017, presso l’università di firenze. Io non ho una laurea in materie pedagogiche ma umanistiche e al momento dell’iscrizione mi avevano assicurato, anche in riferimento alla legge della Regione Toscana in materia che dopo il conseguimento potrò lavorate e partecipare a concorsi per educatore e coordinatore! Vorrei sapere cosa accadrà per chi avra questa tipologia di titolo e si troverà nella mia situazione al momento dell’entrata in vigore del ddl a cui state lavorando! Io personalmente ho intrapreso questo percorso come una scelta di vita, ho lasciato un lavoro e a 28 anni mi sono rimessa in gioco, con un grande investimento di tempo, fatica, impegno e denaro ( il master ha un costo complessivo di 2.000€).
    Chiarisco che credo che il vostro lavoro sia doveroso e necessario, ma non si può tagliare fuori chi come me ha intrapreso un percorso con dedizione e volontà!
    In attesa di risposta,
    Cordiali saluti.

    Reply

  75. Anna
    giugno 25th, 2016 21:31

    Salve On. Iorio, nel 1991 ho conseguito il diplome di Educatore Professionale presso una U.S.L. della regione Sardegna. Negli anni ho lavorato per divese cooperative con qualifica di assistente educativa in diverse scuole e con qualifica di educatrice professionale nel servizio di sostegno alla genitorialità e in un centro aggregativo per adolescenti ; dal 2003 sono dipendente a tempo indeterminato di un’azienda municipalizzata con qualifica di educatrice professionale: lavoro in due servizi un Centro diurno per disabili adulti e Pronto Intervento Sociale.
    Leggendo la legge ,se non ho capito male , avendo 53 anni ed essendo in possesso di un titolo equipollente non dovrei fare nulla ma qualora decidessi, potrei partecipare anch’io al corso di laurea di un anno non avendo avuto in passato la possibilità di iscrivermi all’università per vari motivi?
    La ringrazio
    Anna

    Reply

  76. Sara
    luglio 3rd, 2016 20:33

    Gentilissima On. Iori, mi scusi se la disturbo ma ho provato gia a contattarla senza risposta e io costituisco un preoccupante caso sui generis (insieme ad altre colleghe).
    Premetto che frequento un’università statale e riconosciuta a tutti gli effetti..è il mio corso di laurea ad essere ambiguo. Io ho una triennale in classe scienze e tecniche psicologiche. Ad ogni modo sono rientrata nell’attuale specialistica che “promette” il titolo di educatore professionale specialista però sotto la classe LM 87 Servizio sociale e politiche sociali. Quind
    1) non sono educatore giusto?
    2) sarò pedagogista qualora si rettifichi questa classe di laurea( a mio avviso sbagliata con il corso)?
    3) perché questa classe di laurea abbiamo? Dalle tabelle non mi risulta una qualche equipollenza tra la stessa e scienze educ o pedagogiche
    Ma soprattutto : COME agire noi studenti ? Si può rettificare ? Con quali mezzi?

    La prego è molto importante per noi

    Reply

  77. Cinzia
    luglio 8th, 2016 15:43

    Buonasera,
    Ho due domande da porLe:
    1 Leggevo sul testo della legge che chi ha un diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002 può prendere la laurea in un anno anche on line con dei corsi specifici che verranno attivati in seguito.
    Questo vale anche per chi non ha mai prestato servizio?

    2 A Gennaio conseguirò una qualifica professionale di Tecnico dell’Assistenza all’Infanzia grazie ad un corso autofinanziato e approvato e riconosciuto dalla Regione Puglia e a livello Nazionale ed Europeo…avrà comunque la sua validità? O a tutti gli effetti non servirà per lavorare negli asili?
    Grazie.

    Reply

  78. Mimmo
    luglio 12th, 2016 14:09

    Gentilissima On Vanni Iori,
    Io sono laureato in operatori dei servizi sociali classe 6 laurea scienze sociali, svolgo il lavoro di educatore con dedizione dal quasi 5 anni(non continuativi). Tuttavia a causa della estrema precarietà del settore non ho mai avuto un contratto full time ma solo contratti a progetto e part-time come molti. Potrò continuare a svolgere la professione? è soprattutto potrò accedere ai corsi unuversitari previsti dalla legge?.
    Grazie

    Reply

  79. luglio 19th, 2016 9:44

    Salve sig.ra Iori, sono una ragazza che sta completando il suo percorso di studi in “teorie culture e tecniche per il servizio sociale” e fino a poco fa non vedevo l’ora di finire gli studi per potermi iscrivere alla specialistica in “pedagogista della disabilità e marginalità” grazie alla quale sarei diventata non solo pedagogista, ma integrando 4 esami fondamentali, anche educatrice. Quindi se ho ben capito, con la sua riforma io dovrò mandare all’aria la mia triennale in Servizio Sociale e ricominciare un altro percorso di 5 anni??? O potrò sfruttare la mia laurea triennale integrandola come sopra esposto (ovvero come avrei fatto prima della sua legge)?? Sono sincera, non credo di avere la forza di passare altri 5 anni sopra i libri. Questa legge potrebbe infrangere il mio sogno. Spero in una sua risposta positiva o negativa che sia.

    Reply

  80. Sara
    agosto 13th, 2016 7:24

    Buon giorno. Sono una educatrice da 8 anni di coop. Ho il diploma del 2006 più 2 corsi professionali di un totale di 1300 ore riguardanti la prima infanzia, sono andata fino a Brescia un anno per potermi specializzare dai 0 ai 3 anni in un corso riconosciuto dalla regione lbardia che allora era complete te gratuito. Vorrei poter essere assunta da un nido un giono, ma orai chiedo i miei corsi immagino non valgano un cavolo!! Sarò obbligata a laurearmi per poter avere un posto migliore? In un asilo nido??. lei dice che la legge non é retroattiva ma in effetti è retroattiva perché colpisce ttt gli educatori che d’ora in poi vorranno cambiare lavoto. Come mai per gli insegnanti della scuola la legge non era retroattiva ma implicava solo quelli usciti dopo il 2002? E invece questa legge é retroattiva per chi già lavora e vuole cambiare??? Non mi sembra equo. Capisco sia giusto e corretto voler portare chiarezza in ambito educativoa per chi esce da scuola ora, ma non ha discapito di chi ha una qualifica idonea ma nel 2008 la sua qualifica verrà svalutata. Io ho 3 bambini mio marito guadagna poco e lavoro solo 15 ore in coop. Come potrò frequentare e pagare delle tasse iniversitarie, trovare il tempo di riprendere gli studi universitarie? Mi dia una risposta?

    Reply

  81. Giulia
    agosto 19th, 2016 6:02

    Buongiorno a tutte/i. Ho letto alcuni dei vostri messaggi e posso comprendere per chi lavora già da molto tempo quanto sia difficile tornare sui libri. Però vorrei portarvi il rovescio della medaglia. Mi sono laureata 3 anni fa in Scienze dell’Educazione e ho trovato lavoro dopo un anno dalla laurea. Ho partecipato a diversi colloqui ma quello che più mi ha demoralizzato e stupito è che non importa che “laurea” hai. Tutti possono far l’educatore basta possedere determinate doti/qualità. Una laurea in Piscologia/ Sociologia vanno più che bene. Anche l’assistente sociale può fare l’educatrice! Non sto scherzando. Purtroppo ho dovuto confrontarmi con questa dura realtà. Se poi date un’occhiata agi annunci di chi cerca lavoro, alcune persone cercano lavoro come “educatrice” senza nemmeno avere un titolo di studio adeguato! Ma si presentano come tali! Ora io non voglio togliere lavoro a nessuno! Però se questa legge permette di far si che la figura dell’educatore sia molto più “chiara”(i suoi ruoli, le sue competenze,…) permeterebbe a tanti giovani di trovare lavoro. E obbligherebbe le aziende ad un assumere una persona con quel titolo. Pensateci…
    Buona giornata a tutte/i

    Reply

  82. Silvia Galluzzo
    agosto 26th, 2016 22:31

    Ma le sembra normale che l’unica professione ad avere due percorsi formativi diversi, sia l’educatore? E per quale strana oscura ragione. L’ignoranza abissale sul tema educativo e sulla storia della figura e del ruolo dell’educatore.
    Faccio il mio esempio: Scuola Triennale regionale per Educatori, poi iscrizione all’università per mettere a posto il titolo. Riforma per accedere al percorso universitario 60 crediti e frequenza obbligatoria (!!!!! un assurdo per chi lavora). Nel 2006 altra legge: no non bastano 60 crediti all’università ma 120 ( ho concluso la scuola regionale nel 2007, fregata mi avevano detto che il corso regionale dava e mi formavo per accedere al percorso di 60 crediti, no!). Mi iscrivo all’Interfacoltà per educatori professionali perché secondo tutti (Regione, sindacati, ecc) è la scuola che garantirà la possibilità di operare nei due settori: sociale e sanitario. E adesso che siamo superformati non solo a livello universitario ma anche con corsi ECM di tutti i tipi volete farci fare un anno per riqualificare cosa??!! Io direi per dare ancora soldi e posti di lavoro ai baroni e amici dell’università?!
    Ciò che più mi preoccupa è la visione assolutamente anacronistica e RIDUZIONISTA dell’educazione!!
    La parcellizzazione dei saperi e ormai conoscenza comune (dovrebbe esserlo!!) che è una visone perdente nella complessità….
    «C’è un’ inadeguatezza sempre più ampia, profonda e grave tra i nostri saperi disgiunti, frazionati, suddivisi in discipline da una parte e realtà o problemi sempre più polidisciplinari, trasversali, multidimensionali, transnazionali, globali, planetari dall’altra (Edgar Morin)…

    Reply

  83. Lucia
    ottobre 4th, 2016 5:56

    Salve,
    io sono un educatrice da 13 anni, senza laurea perchè al momento dell’assunzione non era necessaria, e se non mi è stata richiesta non è dipeso da me, quindi non vedo perchè ora dovrei sentirmi inferiore ai laureati che fanno esattamente il mio stesso lavoro.
    L’esperienza sul campo, non è certo acqua, essere a contatto con le disabilità e farlo seriamente significa confrontarsi costantemente con tutta la rete di professionisti e fare corsi di aggiornamento (io ne avrò fatti una ventina: Autismo, lis, motoria…..).
    Quindi prima di generalizzare e fare la guerra tra poveri (perchè laureati o no la maggior parte di noi lavora con uno stipendio da fame) vi pregherei di riflettere sul fatto che al riconoscimento di giusti iter per il conseguimento di una qualifica, ci dovrebbe portare (dovrebbe…) a tutele maggiori. Avere tutele maggiori, significa non dover fare 20 km per due ore di lavoro a 8euro/h, non dover restare senza stipendio durante la pausa estiva…………significa PER TUTTI, continuare a credere in quello che ogni giorno facciamo per il bene degli altri, potersi aggiornare costantemente (perchè c’è sempre da imparare anche per chi ha la laurea).
    Grazie per l’attenzione.
    Distinti saluti

    Reply

  84. Elena
    ottobre 18th, 2016 9:24

    Salve,
    ho una laurea in psicologia e ho un master in psicopedagogia per bambini autistici, mi chiedevo che fine farò, visto e considerato che al momento nella mia regione posso fare l’educatrice negli asili nido. Ho lavorato per soli due anni negli asilo e non tre, quindi con questa legge non posso più essere assunta come educatrice?

    Reply

  85. Chiara
    ottobre 18th, 2016 11:40

    Salve signora Iori, io sono diplomata in Dirigente di Comunità, sto facendo tanti corsi e stage negli asili nido privati, il mio diploma è un titolo professionale, mi chiedo se c’è bisogno di una laurea e come funziona quella di un anno!

    Reply

  86. Mariastella
    ottobre 20th, 2016 8:35

    Buongiorno, ci sono novità sulla proposta di legge?

    Grazie

    Reply

  87. Fiorenza
    ottobre 20th, 2016 11:40

    Buongiorno attualmente sono disoccupata ma ho maturato 5 anni di esperienza come educatrice. Ho una laurea in filosofia, volevo sapere se posso frequentare il corso intensivo di un anno per ottenere la qualifica di educatore? La ringrazio molto

    Reply

  88. Giovanni
    ottobre 20th, 2016 22:54

    alve,
    Cosa si intende per ” aver svolto 3 anni certificati come educatore”? Necessariamente con contratto? Io lavoro da 3 anni ma al Sud non assumono per tutti i mesi ma ho comunque delle lettere di referenza protocollate e con timbro della cooperativa che ne indicano il periodo, possono bastare come certificazione? Cordiali saluti.

    Reply

  89. Francesco
    novembre 2nd, 2016 20:29

    Salve Onorevole sono Francesca laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione corso di Pedagogia dell’Infanzia classe L18, vorrei chiederle se con l’entrata in vigore della sua proposta di legge sarei abilitata all’insegnamento nella scuola materna con relativo inserimento nelle graduatorie di istituto, se non fosse così le chiedo in che altro modo sará possibile accedere alla scuola pubblica.
    Inoltre le chiedo se gli asili nido privati avranno l’obbligo di assumere personale in possesso di laurea.
    La ringrazio della cortese attenzione.

    Reply

  90. Giulia
    novembre 27th, 2016 14:57

    Gentilissima Vanna Iori,
    sono una studentessa appena laureata nella magistrale di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione. Durante il mio percorso mi sono appassionata molto al ruolo dell’educatrice; ma adesso, se verrà applicata questa legge, molte persone, che come si trovano in questa situazione, non potranno accedere al ruolo di educatore. E’ esatto? La laurea in psicologia non sarà un requisito per essere assunti come educatori? La ringrazio.

    Reply

  91. Giulia
    novembre 27th, 2016 15:03

    Mi riferisco in particolare all’educatore di asilo nido. La ringrazio.

    Reply

  92. ELISA
    gennaio 11th, 2017 15:03

    Carissima Onorevole Iori, sono laureata quasi da un anno in “Scienze Pedagogiche” (LM-85), da precisare che nonostante sia una laurea magistrale non sono abilitata all’insegnamento e chi ha solo un diploma magistrale lo sia (cosa per me assurda), e nel momento in cui mi sono iscritta l’ho fatto con l’obietivo di crearmi 2 strade per lo sbocco occupazionale, uno in ambito della pubblica istruzione e l’altro in ambito privato nelle comunità, mi è stato spiegato con chiarezza il ruolo di pedagogista…in teoria è chiaro, a noi che abbiamo raggiunto con molti sacrifici l’obietivo, ma nella pratica chi occupa la posizione più alta a noi ci declassifica e accantona…ho 34 anni una vita di studio e sacrifici per raggiungere un livello professionale con tutto rispetto, ma di cui non vedo da nessuno rispettato…ad oggi non mi sembro tutelata e aiutata da nessuna legge all’inserimento del mondo del lavoro…troppe persone assunte senza titolo e professionalità che intasano l’inserimento di chi è preparato a svolgere un determinato lavoro…
    …tutta italia ad oggi è insegnante, educatore…e questo è dovuto alla negligenza di chi ha dato poca attenzione a questo settore….

    …mi auguro con tutto il cuore che lei e tutti coloro che si stanno prendendo cura di risolvere questa matassa possano sviluppare un piano legislitivo con tutto rispetto che possa ridare valore all’istruzione e agli insegnanti (dei diversi profili)…

    Reply

  93. Roberto DN
    gennaio 26th, 2017 23:42

    Buonasera, Le pongo una domanda diretta e semplice: la nuova legge ha effetto anche sulla figura degli assistenti educativi? Sono abruzzese e a breve inizierò un corso a pagamento della durata di 10 mesi con stage per ottenere la qualifica di assistente educativo. Lo chiedo perché non vorrei spendere tempo e denaro per conseguire un titolo che poi non è sufficiente nel mondo del lavoro.
    Grazie.

    Reply

  94. mary
    gennaio 31st, 2017 16:36

    Con questa “bella riforma” chi è laureato in servizio sociale classe L39 non potrà insegnare negli asili nido? L’unico settore che ci era rimasto!

    Reply

  95. Roberta
    febbraio 3rd, 2017 10:44

    Buongiorno, non mi è chiara una cosa, io lavoro da quasi 3 anni per una cooperativa sociale come assistente educativa, ma ho lavorato anche in asili nido, il tutto a partire dal 2010, con un diploma di dirigente di comunità.
    Quello che mi chiedo è, sarà possibile anche per me accedere al corso di laurea di un anno?
    La ringrazio.

    Reply

  96. Valeria
    febbraio 13th, 2017 20:58

    Praticamente con questa legge gli Assistenti Sociali si possono ritirare, prendono la laurea e la buttano nella spazzatura! Vorrei far notare che gli educatori hanno abbastanza riconoscimenti e posti di lavoro disponibili in molto campi, e ne vogliono altri??? Già lavorano nelle scuole, dove gli Assistenti Sociali non possono mettere piede, né per l’insegnamento, né per il supporto, e neanche per coordinare asili nidi o scuole materne; nelle Comunità come personale, e a volte le dirigono pure, pur non avendole le competenze, posto che comunque spetterebbe agli Ass.Sociali, nei servizi per l’infanzia. Ora vorrebbero inserirli pure come Mediatori Socio Culturali, dato che la legge parla di Mediare tra le diverse culture; li inserisce come Formatori, come Consulenti. Sapete che facciamo?? Aboliamo le professioni di Psicologi, Ass. Sociali, Mediatori Socio Culturali, e tutti quelli che hanno fatto i Corsi Regionali a pagamento e non, e lasciamo tutto in mano agli educatori!! Noi magari andiamo a lavorare dove vorranno loro!! E’una cosa assurda, e mi auguro che questa legge non passerà mai!! Io spero solo che il nuovo ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli nonché Assistente Sociale, si dia da fare anche lei, come sta facendo la Iori, affinché la Professione degli Assistenti Sociali venga riconosciuta, abbia il giusto posto nel mondo del lavoro che al momento è continuamente sottratto da chiunque.

    Reply

  97. Vittoria Pilloni
    aprile 17th, 2017 1:04

    Onorevole Iori, sono una donna di 53 anni, ho il diploma di “Dirigente di Comunità” e lavoro come assistente educatrice da quasi 15 anni.
    Quando ho iniziato a fare questo lavoro e ho presentato la mia candidatura ai vari enti, i miei titoli erano sufficienti e adeguati affinché potessi ricoprire tale ruolo.
    Per 11 anni ho lavorato nella scuola, con un ragazzo portatore di handicap, il percorso è iniziato alla scuola dell’infanzia e si è concluso alla scuola secondaria di primo grado.
    Ora, da quasi un anno, seguo una bambina di due anni e mezzo con grave disabilità. Inizialmente e per qualche mese con un contratto privato, ora con la 162, a settembre di quest’anno inizierà il suo percorso scolastico.
    La famiglia della bimba vorrebbe che fossi io a seguirla durante tutto questo percorso, ma le nuove disposizioni di legge dicono che non sono più adeguata a tale compito. Da considerare che la cooperativa con la quale lavoro da quasi 15 anni, ha stipulato con me un contratto a tempo indeterminato sempre con mansioni di assistente educatrice.
    Un tempo, chi maturava esperienza diretta con il lavoro aveva precedenza assoluta di assunzione, ora se non hai la laurea non puoi più sperare di lavorare da nessuna parte e anche quando hai questa benedetta laurea, i master i corsi di formazione, ecc è difficile, pressoché impossibile lavorare.
    La mia domanda è questa:
    è possibile avere, dopo tutti questi anni di esperienza diretta almeno un adeguamento del mio titolo di studio, che mi consenta di continuare a fare quello che ho fatto fino ad oggi con dedizione e passione?
    Non posso permettermi economicamente di iniziare un percorso di studi, che mi terrebbe ferma per lungo tempo e che in ogni caso non mi garantisce a conclusione di trovare il lavoro.
    La saluto e cortesemente ringrazio per l’ attenzione

    Reply

    • jennifer
      novembre 9th, 2017 12:35

      Onorevole Iori buongiorno.
      sono un assistente sociale che lavora in una comunità educativa da un anno e mezzo come educatrice in regione lombardia.
      Le RSA e fondazioni che ho contattato mi hanno negato l’assunzione in quanto non in possesso di laurea in scienze dell’educazione.
      Due giorni fa un controllo dell’asl nella comunità dove lavoro ha fatto presente che se non avessi avuto la maturità magistrale mi avrebbero dovuto licenziare in tronco in quanto non in diritto di svolgere la professione di educatore.
      Le chiedo cortesemente di potermi chiarire questi punti. la ringrazio anticipatamente.

      Reply

  98. Monica
    maggio 11th, 2017 21:19

    Certo che rispondere a tutti i cittadini che chiedono spiegazioni sacrosante non e’ semplice vero??
    Cara deputata del PD.. vorrei sapere perché esiste il diploma di dirigente di comunità? Cioè secondo voi chi ha scelto quel diploma perché prima la legge garantiva che con quel diploma si poteva lavorare negli asili nido cosa dovrebbe fare ora?? Cioè io che non ho esperienza negli asili ..ma avendo preso quel diploma consapevole che potevo lavorare..cosa dovrei fare ? Andare all’ università a 28 anni? Con quali soldi? Cioè voi volete creare altri disoccupati? Ma non avete un minimo di rispetto x il prossimo, x i sacrifici delle persone? Cioè allora chi ha pagato un corso regionale( e dico regionale!!!)lo stato e’ consapevole che le regioni hanno fatto questi corsi x lavorare nei nido cosa dovrebbe fare??? Ma che stato siete??? Ma veramente povera Italia. Poveri noi. Capisco la laurea,ok allora mettetela obbligatoria x tutti coloro che ancora nn hanno diploma o corsi vari( ripeto regionali, dove la gente ha pagato) .. perché allora date altri sbocchi a chi ha solo il diploma tecnico professionale!!! Perché saremo tutti disoccupati. Grazie bella legge complimenti

    Reply

  99. Roberto
    maggio 18th, 2017 0:04

    Salve onorevole,
    vorrei solo sapere quando verrà approvata questa sua legge Iori.

    Mi auguro non prima della primavera 2018, periodo in cui compio 50 anni.

    Se l’approvaste solo qualche mese prima, mi ritroverei nel danno e nella beffa di dover tornare nei banchi di scuola per un anno a “studiare” insieme a chi, senza esperienza, senza laurea, può venirmi nipote …
    Più umiliazione di cosi …

    Spero che o non siate fiscali, cioè 49 anni e 10 mesi li equiparate a 50 anni o che sta legge l’approviate quanto più tardi possibile.

    Sono psicologo + laurea quadriennale umanistica (vecchio ordinamento), faccio l’educatore dal 1998 ma, tra periodi di disoccupazione e di altri lavori, in vent’anni riesco a mettere insieme non più di 10 anni di lavoro da educatore di comunità.
    Lavoro con contratto a tempo indeterminato con qualifica di educatore.

    La domanda è la seguente: 50 anni saranno 50 anni compiuti o non è il caso che il fiscalismo fine a se stesso lo eliminiate e consideriate che chi ha 49 anni compiuti è uno che è gia entrato nel 50 esimo anno.

    Buonsenso, cara onorevole.
    Buon senso.
    Attendo una sua risposta, grazie.

    Reply

    • Roberto
      maggio 18th, 2017 1:30

      Altra osservazione: mi chiedo, con quale criterio, avete inserito il parametro dell’età, nella fattispecie i 50 anni, come conditio si ne qua non?

      10 anni di servizio con qualifica e mansione di educatore, una laurea (nel mio caso, 2) ed un contratto a tempo indeterminato non le sembrano condizioni sufficienti a garantire l’equipollenza ad una semplice laurea in educatore socio-pedagogico?

      50 anni ?
      E perché questo parametro sull’età?
      L’età anagrafica , in se per se, è garanzia di qualcosa che abbia attinenza con competenza, esperienza e professionalità?

      Ma anche qualora voleste inserire questo parametro illogico sull’ età, mi chiedo… E lo chiedo a Lei, mia cara onorevole, perché 50 anni e non 45 o 40 …

      Me ne spieghi la ratio … perché io francamente non la capisco.

      Grazie mille

      Reply

  100. Michele
    maggio 24th, 2017 16:39

    Buonasera.
    In Toscana la Regione organizza un corso da 600 ore per tecnico del sostegno all’autonomia personale, alla comunicazione e all’inclusione sociale a favore di soggetti con disabilità.
    Questo corso verrà riconosciuto dalla Sua legge? (Figura 452)

    Reply

  101. Michela
    giugno 6th, 2017 20:42

    Gentilissima D.ssa Iori ho lavorato per 15 anni apprezzata e stimata con bambini da 6 mesi a 3 anni, in una scuola privata con diploma liceo classico ed attestato di operatore d’infanzia rilasciato da una scuola di formazione riconosciuta dalla regione Lazio.
    Da qualche mese la scuola ha richiesto un’accreditamento c/o il comune di residenza. I responsabili del comune hanno evidenziato che in base alla nuova normativa la mia posizione richiedeva l’obbligatorietà della laurea per accedere alle professioni educative . Nonostante il mio impegno a provvedere all’iscrizione ad un corso di laurea idoneo, e cercare di conseguirLa nei tempi necessari, I dipendenti comunali hanno disposto la mia non idoneità al proseguimento dell’attività e per questa motivazione sono stata attualmente licenziata con perdita del posto di lavoro.
    Ad oggi in una realtà di un paese con un preoccupante tasso di disoccupazione sia giovanile che non, mi ritrovo a ca 40 anni con madre casalinga, padre pensionato e fratello 35enne disoccupato, quindi Le chiedo quale è la tutela per chi ha svolto per 15 anni un eccellente lavoro . A chi devo dire grazie della prospettiva di Vita che mi aspetta ?

    Reply

  102. Rita
    giugno 11th, 2017 17:58

    Buonasera
    sono un educatrice “senza Titolo” ma con competenze e conoscenze da ben 27 anni.
    Vorrei avere notizie in merito alla Legge ,dato che purtroppo non se ne è più parlato.
    E’ stato messo tutto in stand-by o necessariamente passa tutto in cavalleria….

    cordiali saluti

    Reply

  103. Jlenia
    giugno 27th, 2017 7:11

    Buongiorno io devo aprire un nido famiglia a settembre… potremmo essere soggette alla vostra legge anche se si tratta di associazione du genitori???

    Reply

  104. Elisa
    luglio 15th, 2017 13:41

    Buongiorno,
    sono un’educatrice con laurea triennale l18 in scienze dell’educazione conseguita nel 2005 con indirizzo socio culturale e magistrale m/65 conseguita nel 2015.lavoro in un centro per disabili da 10 anni,la comunità è socio/assistenziale e presto diventerà Raf.potrò continuare a lavorarci o verrò messa alla porta perché non ho un’abilitazione sanitaria?

    Reply

  105. Lorenza
    agosto 30th, 2017 22:13

    Gentile dott.sa Iori
    Le scrivo chiedendole se chi come me ha una laurea in filosofia ad indirizzo pedagogico, con tesi in pedagogia sperimentale tra l’altro, abbia un riconoscimento e possa con una integrazione avere riconosciuto il titolo di pedagogista o essere riconosciuto almeno come educatore se lavora da almeno 3 anni. Si parla di corsi di un anno d’integrazione senza far distinzione tra chi lavora da almeno tre anni e non ha laurea e chi una laurea a indirizzo pedagogico ce l’ha che fino a poco tempo fa era riconosciuta come equipollente.
    Grazie dell’attenzione
    Resto in attesa di un suo gentile riscontro

    Reply

  106. Paola
    novembre 3rd, 2017 16:05

    Salve a tutti, ho una aurea triennale in tecnico dell’educazione e della riabilitazione psichiatrica e psicosociale, dichiarata equipollente a Educatore Professionale. Con questo titolo mi sono iscritta anni fa alle graduatorie comunali per supplenti educatrici dei nidi del comune di Roma. Qui lavoro da vari anni saltuariamente, percio non ho raggiunto i 3 anni lavorati, anche non continuativi. Mi chiedo se il mio titolo universitario sarà ancora valido con la nova legge??? Sono molto preoccupata, ovviamente.
    Grazie mille!!

    Reply

  107. Valentina
    dicembre 1st, 2017 12:59

    Salve dott.ssa Iori , vorrei gentilmente sapere se il diploma in tecnico dei servizi sociali ( dirigente di comunità ) conseguito tra il 2001/2002 rientra nell’iter e se noi diplomati possiamo iscriverci quindi alla formazione universitaria . grazie e arrivederla.

    Reply

  108. Diana
    dicembre 24th, 2017 11:33

    Gentile
    dott.ssa Iori,
    non mi è chiaro se la Laurea in Pedagogia conseguita nel 1990 dia diritto alla qualifica di Pedagogista ispo facto oppure è necessaria una integrazione di titoli esami o esperienza lavorativa.
    Le sarei grata della risposta

    Reply

  109. Simona
    dicembre 31st, 2017 17:11

    Salve… sono una psicologa e lavoro da 11 mesi come assistente alla comunicazione e all’autonomia mi chiedevo questa legge vale anche per noi? Come dobbiamo comportarci?

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