Vanna Iori

Una legge per “Aiutare chi aiuta”: la mia proposta sul caregiver familiare

Una legge per “Aiutare chi aiuta”: la mia proposta sul caregiver familiare
02/12/2015 | Categorie: Huffington Post, Media Press


Il mio nuovo articolo uscito oggi sull’Huffington Post.

 

Chi di noi non ha vissuto in prima persona o non ha conosciuto qualcuno che si è trovato ad affrontare la malattia invalidante di un proprio caro a causa della vecchiaia, di una malattia, di una disabilità, richiedendo un impegno costante e completo di tempo, risorse economiche ed energie fisiche e psicologiche. Sono tanti i familiari che si prendono cura, presso la propria casa, volontariamente e senza alcun compenso, di una persona cara non autosufficiente. Lo fanno prevalentemente nell’ombra e senza riconoscimenti economici e sociali, rispondendo di fatto gratuitamente alla richiesta, sempre più consistente, di assistenza.

Se alcuni, come ha messo in evidenza recentemente un’indagine del Censis, ricorrono a strutture o si avvalgono della collaborazione dii figure di assistenza come badanti e colf, che consentono loro tutto sommato di continuare a portare avanti una vita lavorativa, per molti altri la realtà è ben diversa e occuparsi di un parente, di un marito, di una madre, di un figlio, diventa un impegno totalizzante. Le persone che si trovano in questa condizione, i caregiver familiari, per necessità o per scelta affettiva, si assumono l’impegno di assistere un familiare, trovandosi così a dover provvedere, generalmente senza una preparazione specifica, sia ai bisogni primari e pratici come l’alimentazione e l’igiene personale, sia alla somministrazione delle cure di carattere sanitario-assistenziale.

Il caregiver è una figura prevista e tutelata in quasi tutti i Paesi europei, dalla Svezia alla Germania, mentre In Italia solo la legge 104/1992 prevede dei permessi retribuiti per chi assiste disabili o/e malati gravi, ma nessun regime specifico rivolto ai caregiver a tempo pieno. Troppo poco.

Secondo i dati Istat in Italia sono oltre 9 milioni i caregiver familiari (dei quali circa il 90% donne che spesso si trovano a dover assistere contemporaneamente bambini e anziani). Un impegno colossale. Parliamo di oltre sette miliardi di ore di assistenza all’anno. Ecco perché la figura del caregiver familiare assume un’importanza determinante e rappresenta una risorsa di incommensurabile valore nel sistema del welfare. Poiché gli impegni di lavoro e l’attività di cura della persona cara rendono spesso impossibile la conciliazione lavoro-famiglia, si fa ricorso alla riduzione dell’orario di lavoro o si rinuncia all’occupazione. Pertanto le entrate economiche diminuiscono in maniera netta. Infine, quando viene a cessare l’attività di caregiving, il rientro nel mondo del lavoro è difficile o impossibile e spesso comporta una definitiva emarginazione lavorativa. Insomma a fronte di tanti evidenti benefici umani ed economici per la nostra società e per il sistema di welfare, ai caregivers torna indietro ben poco. Ecco perché c’è bisogno di dare forza a queste figure attraverso norme per il loro riconoscimento e sostegno.

Ho presentato alla Camera una proposta di legge che va proprio in questa direzione, innanzitutto attraverso un supporto a queste persone, con informazione, formazione, orientamento e affiancamento da parte del personale medico e sanitario, finalizzati al corretto e sicuro svolgimento del lavoro di cura. In secondo luogo prevedendo un’attività di affiancamento e sostegno, anche psicologico, finalizzata ad evitare l’isolamento e il rischio patologico di stress. Non meno importante è anche riconoscere a queste figure le loro competenze e certificarle come credito formativo per l’acquisizione della qualifica di operatore sociosanitario o relativa ad altre figure professionali dell’area socio-sanitaria. È poi previsto un sostegno economico attraverso l’erogazione dell’assegno di cura e di interventi economici per l’adattamento domestico, in linea con la normativa vigente sui contributi per la non autosufficienza alle persone assistite domiciliarmente. Infine, si prevede anche un’ipotesi di pensionamento anticipato ai caregiver, con particolare riguardo alle donne che hanno dovuto rinunciare al lavoro per dedicarsi alle persone fragili. Aiutare chi aiuta gli altri: sostenere il lavoro dei caregiver è un contributo essenziale al futuro del nostro Paese.




Vanna Iori

Deputata del Partito Democratico | Componente della Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza | Componente e segretaria della II commissione Giustizia della Camera | Componente della VII commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

Un commento

  1. Luigi
    luglio 16th, 2016 21:03

    non capisco perché in particolare le donne devono essere agevolate.
    io sono un papà che non fa nulla di meno di una donna per assistere mia figlia disabile.

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