Vanna Iori

La mia interrogazione a risposta in commissione sui fatti del centro socio-riabilitativo per giovani disabili “Casa di Alice” di Grottammare

La mia interrogazione a risposta in commissione sui fatti del centro socio-riabilitativo per giovani disabili “Casa di Alice” di Grottammare


Il 25 luglio del 2014 ho presentato un’interrogazione a risposta in commissione (la numero 5-03343) presso la VII commissione Scienza, cultura e istruzione della Camera (indirizzata al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al Ministero della salute, al Ministero della giustizia e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali) sui fatti accaduti presso il centro socio-riabilitativo per giovani disabili “Casa di Alice” di Grottammare (in provincia di Ascoli Piceno), struttura che ospita minori autistici, dopo l’arresto di cinque operatori con l’accusa di maltrattamenti.

 

 

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al Ministro della salute, al Ministro della giustizia, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che:
i fatti recentemente accaduti presso il centro socio-riabilitativo per giovani disabili «Casa di Alice» di Grottammare, Ascoli Piceno, struttura che ospita minori autistici, con l’arresto di cinque operatori con l’accusa di maltrattamenti, hanno evidenziato la carenza di personale qualificato per la presa in carico, la cura e l’educazione dei minori in situazione di disabilità;
i media hanno usato il termine «educatori» per indicare gli arrestati nonostante solamente uno di essi fosse in possesso dello specifico titolo;
spesso si tratta invece di personale privo di apposita qualifica per svolgere la professione educativa, secondo quanto riferito anche dall’avvocato Donatella Di Berardino sulla base delle dichiarazioni fornite dal direttore dottor Colucci, responsabile della struttura;
i comportamenti improntati a disumanità e incompetenza professionale non sono attribuibili ad educatori bensì a personale dequalificato che impropriamente è stato chiamato a svolgere un ruolo educativo;
la figura dell’educatore professionale vive negli ultimi anni una situazione di profonda incertezza identitaria e professionale, sia per quanto riguarda le facoltà universitarie preposte nell’ambito della formazione, sia per quanto riguarda l’inserimento nel mondo del lavoro;
la situazione normativa è, infatti, complessa e a volte contraddittoria tant’è che per quel che riguarda in particolare l’educatore professionale, soltanto con decreto legislativo n. 30 dicembre 1992, n. 502, è stata istituita la figura e il relativo profilo professionale stabilendo altresì che le università provvedessero alla formazione attraverso la facoltà di medicina e chirurgia in collegamento con le facoltà di psicologia, sociologia e scienze dell’educazione;
in base al medesimo decreto sono stati attivati negli anni Novanta i corsi regionali per la formazione degli educatori professionali, progressivamente, poi, chiusi in concomitanza con l’apertura dei corsi di laurea per educatore nella facoltà di scienze della formazione;
tale corso di laurea, inizialmente quadriennale, è stato riconvertito in laurea di 1° livello (prima in classe 18 poi in classe 19), a partire dall’anno accademico 2000/2001;
nonostante l’anomalia della doppia formazione universitaria concernente la figura dell’educatore professionale (facoltà di medicina e facoltà di scienze della formazione) non sia stata ancora risolta, entrambi i corsi di laurea preparano oggi agli accessi ai servizi socio-educativi e socio-sanitari che comprendono in particolare i servizi per la disabilità;
al fine di evitare il verificarsi di ulteriori simili situazioni occorre che le strutture educative siano sottoposte ad un costante monitoraggio sulla qualità delle attività svolte e sulle qualifiche del personale preposto alle attività educative che, per affrontare adeguatamente le delicate e difficili situazioni dei minori autistici, devono essere in possesso di un titolo che ne attesti la preparazione professionale sul piano tecnico ed etico –:
se il Governo sia a conoscenza della situazione sopraesposta sulle violenze ai ragazzi ospiti della struttura «Casa di Alice»;
se non si ritenga opportuno assumere iniziative per rendere obbligatorio il possesso del titolo di educatore per svolgere il lavoro educativo nell’ambito socio-educativo e socio-sanitario;
se non ritenga, altresì, necessario procedere al riconoscimento della preparazione professionale degli educatori in possesso della laurea di scienze dell’educazione conseguita nelle facoltà di scienze della formazione come titolo qualificante per il lavoro nelle strutture per persone affette da disabilità;
se, infine, non si ritenga necessario, assumere ogni iniziativa di competenza per incrementare le attività di controllo e vigilanza nei confronti delle strutture socio-educative, con particolare riferimento a quelle che ospitano ragazzi con disabilità. (5-03343)




Vanna Iori

Deputata del Partito Democratico | Componente della Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza | Componente e segretaria della II commissione Giustizia della Camera | Componente della VII commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *