Vanna Iori

La mia interrogazione a risposta immediata in commissione sulla chiusura definitiva degli Opg

La mia interrogazione a risposta immediata in commissione sulla chiusura definitiva degli Opg


Il 6 novembre del 2013 ho presentato un’interrogazione a risposta immediata (la numero 5-01394) in XII commissione Affari sociali della Camera indirizzata al Ministero della salute sull’ipotesi di un eventuale slittamento della chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg) in Italia rispetto alla data del primo aprile 2014.

 

 

Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
dal 14 giugno 2008, a seguito del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1o aprile 2008, riguardante le modalità e i criteri per il trasferimento al servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie, delle attrezzature e dei beni strumentali in materia di sanità penitenziaria, sono state trasferite le funzioni sanitarie necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA) per le persone detenute in carcere, negli istituti e servizi di giustizia minorile o internate negli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG); dopo tale trasferimento, le responsabilità dell’assistenza sanitaria sono state assunte dalle regioni e dalle aziende sanitarie;
nell’ambito delle disposizioni per il progressivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari è stata autorizzata la spesa di 120 milioni di euro per l’anno 2012 e di 60 milioni di euro per l’anno 2013 per la realizzazione e la riconversione delle strutture già esistenti; tali risorse sono assegnate alle singole regioni con decreto del Ministro della salute che, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze previa intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti Stato-regioni, approva i programmi specifici per l’adozione di misure alternative all’internamento negli ospedali psichiatrici giudiziari e il potenziamento dei servizi territoriali di salute mentale;
il decreto interministeriale adottato il 28 dicembre 2012 prevedeva uno stanziamento complessivo di 173.807.991 euro ripartito secondo due macro-criteri: il 50 per cento delle risorse secondo la popolazione residente al 1o gennaio 2011, l’altro 50 per cento delle risorse a seconda del numero dei soggetti internati negli ospedali psichiatrici giudiziari, suddivisi per regione di residenza, al 31 dicembre 2011;
le persone internate negli ospedali psichiatrici giudiziari alla data del 4 aprile 2013, sono risultate 1.015, in calo rispetto alle 1.484 censite alla data del 31 dicembre 2011, grazie soprattutto ai programmi regionali di dimissioni di tutti gli internati considerati in grado di proseguire il proprio percorso di vita anche in un ambiente esterno alle strutture degli ospedali psichiatrici giudiziari, passando in carico ai dipartimenti di salute mentale competenti;
per ora sono in fase finale di approvazione da parte del Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, i programmi presentati dalle regioni Emilia-Romagna, Marche, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lazio, Campania e Calabria, mentre i programmi di altre regioni sono in attesa del concerto tecnico finanziario o devono ancora essere presentati;
l’articolo 1, comma 1, lettera e), del decreto-legge 25 marzo 2013, n. 24, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2013, n. 57 ha posticipato al 15 maggio 2014 il termine di presentazione dei programmi per le regioni ancora in attesa di definire il programma;
il comma 7 dell’articolo 3-ter del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio 2012, n. 9, ha stanziato 38 milioni di euro per il 2012 e 55 milioni di euro a decorrere dal 2013; tali risorse sono state destinate alle regioni per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari e per il recupero e il reinserimento sociale dei pazienti precedentemente internati, prevedendo l’assunzione di personale qualificato in grado di attuare specifici percorsi terapeutico-riabilitativi;
il CIPE ha approvato, nella seduta del 21 dicembre 2012, la delibera di riparto tra le regioni delle risorse destinate alla copertura finanziaria degli oneri di parte di corrente derivanti dal completamento del percorso di progressivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari;
relativamente al riparto dei fondi per l’anno 2013, è stata raggiunta, in sede di Conferenza unificata del 7 febbraio 2013 un’intesa sulla proposta di delibera CIPE (n. 15 dell’8 marzo 2013);
il percorso istituzionale e burocratico che dovrà portare alla chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari entro il 1o aprile 2014, secondo i dati del Ministero, imporrebbe di assicurare entro quella data 995 posti letto;
si rileva altresì che il costo unitario per posto letto sarebbe variabile tra i 110.000 e i 230.000 euro –:
se corrisponda al vero che il termine del 1o aprile 2014 potrebbe essere superato ancora una volta, rendendo necessaria un’ulteriore proroga dei termini del percorso che porta alla chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici giudiziari e, in tal caso, quali iniziative, risorse, criteri e tempistiche siano previste per il completamento del predetto percorso tramite misure alternative alla detenzione, strutture di sicurezza e riqualificazione dei servizi territoriali e dei dipartimenti di salute mentale. (5-01394)

 

 

Il 13 novembre del 2013 ha risposto all’interrogazione il sottosegretario di Stato alla Salute Paolo Fadda.

 

 

L’interrogazione ci offre la possibilità di fare il punto su una tematica alla quale riconosco la massima rilevanza.
In seguito ad una serie di incontri con Parlamentari e Assessori regionali, con Direttori e Dirigenti del Ministero, e da ultimo a seguito di un incontro collegiale il 10 ottobre 2013 al quale ho invitato gli Assessori regionali e mi sono reso conto della complessità del processo burocratico che rischia di allungare eccessivamente i tempi per la chiusura degli OPG.
L’incontro con gli Assessori Regionali alla salute si è concluso con l’impegno condiviso di elaborare un documento che preveda l’indicazione dei tempi necessari per evitare il rischio di ulteriori ritardi.
Nella stessa occasione sono stati poi programmate una serie di iniziative a livello regionale e interregionale, perché questa sfida potrà essere vinta solo con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali sia a livello locale che centrale.
La procedura di chiusura degli OPG quindi sarà ancora lunga e complessa in quanto al momento è ancora in corso la presentazione da parte di alcune regioni dei programmi destinati alla realizzazione delle strutture e alla individuazione dei percorsi terapeutico-riabilitativi.
Le Direzioni Generali competenti del Ministero hanno iniziato a valutare anche i programmi regionali per l’utilizzo delle risorse di parte corrente per gli interventi di riabilitazione, dell’assunzione del personale e quindi del reinserimento dei pazienti dimissibili nei loro territori di provenienza. In queste settimane si sta completando l’iter di approvazione da parte del Ministero dei programmi degli interventi in conto capitale per la realizzazione delle strutture; seguirà quindi l’emanazione dei decreti e il trasferimento delle risorse alle regioni, dopo aver ottenuto il concerto del Ministero dell’economia e delle finanze.
Solo dopo questa fase le regioni e le ASL potranno avviare le procedure per l’assegnazione degli incarichi di progettazione che dovranno essere approvati dalle amministrazioni locali e successivamente saranno avviate le procedure per l’indizione delle gare, che in molti casi per l’importo elevato dovranno essere sottoposte alla normativa comunitaria.
Realizzata l’opera si dovrà procedere da parte del comune e della regione al collaudo della struttura e ai relativi accreditamenti.
Da quanto sopra esposto è di tutta evidenza che anche per le regioni più efficienti sarà impossibile, proprio per non operare contra legem in una materia così delicata come quella degli appalti, lo ripeto, impossibile rispettare il termine previsto dalla norma. Sarà quindi necessaria una nuova proroga che comunque non dovrà essere una semplice estensione della scadenza prevista dalla legge ma dovrà includere azioni concrete che spingano le regioni a rispettare i tempi che saranno decisi.
Il nostro Ministero e il Ministero della giustizia dovranno trasmettere entro il 30 novembre la relazione al Parlamento e indicare lo stato di attuazione dei programmi regionali relativi al superamento degli OPG e in particolare i tempi necessari per il completamento delle procedure per la chiusura degli OPG e il grado di effettiva presa in carico dei malati da parte dei Dipartimenti di salute mentale e del conseguente avvio dei programmi di cura e di reinserimento sociale.
Ho sollecitato le regioni con una lettera inviata il giorno successivo all’incontro con gli Assessori a trasmettere agli Uffici competenti del Ministero, con ogni possibile sollecitudine, i programmi integrativi di quelli già presentati. Le Direzioni generali hanno poi inviato in data 29 ottobre una circolare alle stesse Regioni in cui queste vengono sollecitate a trasmettere con la massima urgenza anche i programmi di parte corrente per la riabilitazione e il reinserimento sociale: per facilitarne ulteriormente la redazione gli uffici ministeriali hanno inviato alle regioni insieme alla circolare una nota con la quale si forniscono criteri e indicazioni per la predisposizione degli stessi. Non appena saranno ricevuti questi programmi il Ministero potrà avere un quadro complessivo delle iniziative e degli interventi previsti, ma soprattutto questo permetterà alle regioni di essere parte attiva nella costruzione della relazione da presentare in Parlamento. I programmi assistenziali sono necessari per il completamento del processo in atto, come previsto dalle deliberazioni CIPE n. 143 del 21 dicembre 2012 e n. 15 dell’8 marzo 2013. Aggiungo inoltre che, in merito alle modalità e ai tempi per l’erogazione dei fondi di parte corrente per il 2012 e per il 2013, le indicazioni sono già state individuate con il citato decreto interministeriale tra Ministero della salute e MEF, adottato il 28 dicembre 2012.
In merito al costo per singolo posto letto, il Ministero non ha dirette competenze tuttavia, nel rispetto del riparto delle stesse competenze tra Stato e regioni, il Ministero avvierà ogni possibile forma di monitoraggio. Il numero dei posti letto tiene conto delle persone attualmente presenti negli OPG, e su questa base i programmi presentati prevedono l’allestimento degli stessi posti letto nelle diverse Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza. Tale costo varia sensibilmente: la variabilità dei costi unitari previsti nei programmi regionali dipende dalle realtà territoriali e dalle tipologie di strutture, nonché della natura molto diversa degli interventi previsti dalle regioni. Il finanziamento è stato assegnato con la legge n. 9 del 2012 e ripartito tra le Regioni sulla base della popolazione delle singole Regioni e delle presenze nei 6 OPG esistenti.
Il dimensionamento dei posti letto è calcolato anche sulla base dei possibili futuri disposizioni da parte della Magistratura. Ricordo infatti come la dimensione delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza a legislazione vigente deve tenere conto delle decisioni dei magistrati di assegnare nuovi soggetti alle Residenze stesse. Ribadisco comunque che la politica deve sempre essere quella di privilegiare le soluzioni alternative al ricovero nelle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza.
In conclusione sono evidenti i ritardi accumulati nel tempo; in prospettiva, comunque, voglio rassicurare gli onorevoli interroganti che il Ministero è e sarà costantemente impegnato a cercare gli strumenti più idonei per il superamento delle difficoltà che fino ad oggi hanno causato i ritardi e sta valutando modifiche normative e protocolli di intesa per accelerare per quanto possibile i tempi decisionali.
È necessario fornire certezze in merito alla dolorosa problematica degli OPG, senza subire i ritardi ma con la concreta volontà politica condivisa di affrontare questa emergenza, senza però far ricorso a procedure eccezionali, ma rimanendo entro il dettato delle leggi vigenti. In questo quadro azioni ispettive come quella oggi esercitata dal Parlamento saranno senz’altro di aiuto per vincere la battaglia di civiltà che ci vede impegnati insieme.
Lascio agli atti perché siano a disposizione dei parlamentari i documenti e le tabelle che descrivono nel dettaglio la situazione odierna delle singole regioni per quanto concerne il processo di chiusura degli OPG.




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Vanna Iori

Deputata del Partito Democratico | Componente della Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza | Componente e segretaria della II commissione Giustizia della Camera | Componente della VII commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera

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